La saga di fantascienza Genius ha trovato un editore! Qui di seguito troverete anche i primi capitoli dei tre romanzi.

Che minchione le formiche! è il mio ultimo romanzo, che potrete leggere qui di seguito, pubblicato sul mio blog poche pagine per volta, partendo dal post intitolato I miei romanzi e proseguendo in sequenza progressiva con i vari capitoli e le loro parti (es.: Che minchione le formiche! I-2p, I-3p...).

Buona lettura!

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domenica 22 agosto 2010

Che minchione le formiche! - IV - 1p

[continua dal post precedente]

Capitolo IV

La gloria di Colui che tutto move mi trae a Sé come le labbra fameliche risucchiano uno spaghetto, come il bocchettone di un aspiratore la polvere, come lo scarico del wc l’ultimo persistente galleggiante organico, come un formichiere le formiche, come un lattonzolo il latte, come i francesi le escargot, come la narice il muco che cola, finché vedo nuovamente cose che ridire né sa né vuol chi di là su discende.
Guardarlo è già penoso, ma guardarlo nel più assoluto silenzio, in un’atmosfera carica di non so che attesa, è addirittura insopportabile: - Allora, ti è piaciuta la sonata questa volta? – gli chiedo un po’ spazientito.
- Beh… sì, non male. – mugugna, mentre putridi liquami gli colano sulle guance.
- Dopo tutto questo sbattermi, senza i miei poteri, imprigionato nel fetido corpo di uno zoppo, costretto a umiliarmi contro un avversario decisamente sottodimensionato per me, senza parlare di quest’obiettivo privo di valore, “non male” è tutto quello che sai dirmi? Francamente mi sarei aspettato un po’ più di gratitudine. Considerato quel poco che c’era da giudicare, dovevi apprezzare il tempismo perfetto, quasi allo scoccare di mezzanotte, l’epilogo commovente con la dipartita del protagonista, gli stacchetti surreali ad arricchire una quotidianità altrimenti noiosa, la vena di ironia dei miei punti di vista, quel tocco di pastiche talvolta accennato talaltra sfacciatamente ostentato e infine il suggerimento di colore locale. Senza peccare di immodestia, lo definirei invece proprio un regalo perfetto. E poi non l’avevi chiesto tu stesso questo concertino da camera? “Una cosa raccolta, più intima” dicevi “sei troppo abituato ai fragori di grancasse… devi prendere esempio dagli angeli…”

- Ma sì, forse hai ragione tu. Sono diventato troppo esigente. Bisogna godere di quel poco che si ha. Magari, però, l’anno prossimo riorganizziamo una bella partita angeli contro diavolo come quella d’esordio, eh, che ne dici? – ha l’aria affranta e nostalgica di chi sa che non verrà esaudito e sembra un vecchio alla sua festa di pensionamento nel dire arrivederci ai colleghi ventenni.

- Quello che vuoi Tu, come sempre. – gli rispondo condiscendente – Ogni tuo desiderio è sempre stato un ordine e sempre lo sarà… Papino! Lo sai che ti vogliamo tutti un gran bene.
- Sei sincero, vero, Belfagor? – ancora quell’aria da cane bastonato; cosa avrà mai in mente? – Perché sai si fanno tanti sacrifici per i figli, li si vede crescere, maturare, si è dato tutto per loro, per averne in cambio solo un po’ d’affetto. – ma di che diamine farfuglia? – Certo di errori ne ho commessi, non dico di no, ma sempre in buona fede… per inesperienza talvolta. Anche a te è capitato, non credi, figliolo?
- Certamente, Papino, tutti sbagliamo! – continuo a tenere il suo gioco, anche se confesso di sentirmi completamente confuso – Ma perché ti vengono questi dubbi? Il mio amore è sempre stato proporzionato alla Tua grandezza. – o forse ho capito dove vuole andare a parare – Senti, comunque, non vorrei sembrarti precipitoso, ma il premio per la nostra scommessa? Non è tanto per me, non devo dimostrare a nessuno di aver vinto: io lo so e Tu lo sai e tanto mi basta. Però, sai, una promessa fatta… ne va del mio onore e di conseguenza del Tuo! E quella cara ragazza che mi aspetta a braccia aperte potrebbe risentirsene…

... continua

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