La saga di fantascienza Genius ha trovato un editore! Qui di seguito troverete anche i primi capitoli dei tre romanzi.

Che minchione le formiche! è il mio ultimo romanzo, che potrete leggere qui di seguito, pubblicato sul mio blog poche pagine per volta, partendo dal post intitolato I miei romanzi e proseguendo in sequenza progressiva con i vari capitoli e le loro parti (es.: Che minchione le formiche! I-2p, I-3p...).

Buona lettura!

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sabato 28 agosto 2010

Che minchione le formiche! - V - 1p

[continua dal post precedente]

Capitolo V

Ancora cinque minuti al fatidico nuovo giorno e nessun cenno di lungimiranza. Ricompaio proprio accanto a Maria-Elena, in perfetta tenuta da sci bianca con tanto di paraorecchi in candido lapin, un decoro barocco nero griffatissimo, strettamente avvinghiata alla vita da un istruttore che scivola con eleganza sulla neve notturna a gambe divaricate e, nell’impedirle di rovinare a terra, ci prova spudoratamente con la mia donna. Lei regge in mano una torcia per non interrompere il regolare intervallo di luci della fiaccolata di natale, di cui fanno parte. Un lungo serpentone che si dipana lungo una della piste del Tofana, poco sopra Cortina d’Ampezzo, in uno dei cui innumerevoli chalet avevo lasciato Maria-Elena alle prime luci dell’alba per offrirle il mio dono di nozze. E lei per tutto ringraziamento che fa? Si fa trovare tra le braccia di un bellimbusto italiano.
La mia improvvisa apparizione al loro fianco – anche se solo alla loro esclusiva vista - gli fa perdere un po’ del suo abituale aplomb, facendolo sbandare per alcuni metri, cosa che mi consente un’evoluzione circense a dir poco sensazionale. Strappo la fiaccola dalle mani di Maria-Elena, che non smette di dimenarsi e urlare, e contemporaneamente la utilizzo per disarcionare il suo cavaliere, rotolante lungo il pendio come una valanga di fuoco. Il serpentone si sfilaccia e si scompone per non essere travolto, mentre una decina di eroici soccorritori si mette al suo inseguimento e non riesce a spiegarsi perché il fuoco non si stia estinguendo a contatto con la neve. Quando lo raggiungerà, parecchi metri più a valle, di lui sarà rimasto solo un ammasso di carne e abiti, bruciaticcio e rantolante.
Io, nel frattempo, riafferro la mia donna continuando insieme a lei uno spericolatissimo fuori pista, seguito a stretto giro di vite da un altro gruppetto di buona volontà, che vede Maria-Elena sfrecciare nella notte attraverso la vegetazione sempre più fitta verso un profondo baratro.
Quando lei finalmente capisce di trovarsi tra le mie salde braccia, acquieta un poco il suo terrore e fa in tempo a comunicarmi mentalmente: - Mi hai fatto prendere un bello spavento! Perché non ci fermiamo un attimo, così mi racconti com’è andata?
Ma siamo ormai giunti alla fine della nostra folle corsa, urlandole di rimando “Divinamente!”, poco prima di lasciarla precipitare giù per quei trentadue metri e cinquantasette centimetri che ci separano dal primo strapiombo verso valle. Alcuni secondi e arrivano alle mie spalle gli echi di “poveretta, così giovane e bella” , ancora pieni di stupore per la stranezza a cui hanno assistito: una principiante assoluta che, anziché ruzzolare poco lontano dalla pista, rimane in equilibrio sugli sci, schivando gli alberi al suo passaggio e prendendo sempre più velocità fino a rovinare dalla scarpata. Il tutto collegato all’incidente contemporaneamente occorso al suo istruttore avrebbe fornito non poco materiale agli inquirenti e pettegoli della zona. Senza contare il mancato ritrovamento del corpo della donna, nonostante le accurate ricerche dei giorni successivi.
Perché cosa credevate? Che fosse morta sul serio? Una cosa che devo riconoscerGli è che Lui è sempre di parola e, se promette che eterna giovinezza fiat, eterna giovinezza fuit.

... continua

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