La saga di fantascienza Genius ha trovato un editore! Qui di seguito troverete anche i primi capitoli dei tre romanzi.

Che minchione le formiche! è il mio ultimo romanzo, che potrete leggere qui di seguito, pubblicato sul mio blog poche pagine per volta, partendo dal post intitolato I miei romanzi e proseguendo in sequenza progressiva con i vari capitoli e le loro parti (es.: Che minchione le formiche! I-2p, I-3p...).

Buona lettura!

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giovedì 19 agosto 2010

Che minchione le formiche! - III - 36p (dove si scopre che fine fa Savvo)

[continua dal post precedente]

Le forze dell’ordine appena entrate, precedute da un faro da cinquemila watt, vedono la seguente scena: quattro corpi distesi a terra, uno dei quali con la giugulare ancora gorgogliante di sangue, due ragazzoni con armi ai loro piedi che si proteggono il viso dalla luce accecante, un uomo brizzolato seduto a terra sembrerebbe a sostegno di un ragazzino dall’aria terrorizzata con una mano intrisa di rosso stretta all’addome.
- Gli hanno sparato, quei bastardi, gli hanno sparato... – si difende un Agatino pronto anche alla sceneggiata delle lacrime – per questo mi sono difeso… era una trappola, dovevo incontrarmi con certi amici e invece ’sta banda di drogati – e sta pensando Hanno avuto quel che si meritavano ’sti connuti e sbiri, perché infiltrati degli sbiri devono essere, sennunca chi c’ha addenunziato? L’avevo detto io che dovevano essere dei mali cristiani per scegliere il ventiquattro sera! - ha cominciato a sparare… volevamo comprare solo qualche tricchi-tracchi per stasera… - piange – il picciriddo, hanno ammazzato il picciriddo!
Mentre i gemelli giganti gli reggono il gioco e la polizia li mette agli arresti, constata i decessi e telefona a un’ambulanza, io ho il tempo di comparire nella mente di Savvo morente.
Scelgo l’aspetto di un vecchio canuto e dalla folta barba, con uno sguardo profondo che annuncia saggezza e comprensione, vestito di un lungo saio candido con tanto di bastone nodoso da pellegrino.
- E tu chi sei? – chiede il ragazzo con un fil di voce, mentre tutt’attorno si sta svolgendo la scenetta parallela di un agente di polizia sulla quarantina che gli si china a fianco e gli risponde Un poliziotto, Rosario mi chiamo… mio Dio! Devi avere l’età di mio figlio. Come sei finito qua dentro?
- Qualcuno mandato dal Padre Eterno, figliolo. – gli dico io e lui abbozza un sorriso.
- Allora aveva ragione don Basilio a dire che Dio ci ama. Sei qui per salvarmi? – Mi senti? Capisci cosa ti sto dicendo? Quanto ci mette quest’ambulanza? Il ragazzo ha le allucinazioni!
- Purtroppo per te non è in mio potere e, per dirla tutta, non ci penso per niente. In realtà, ho scommesso con Lui che ti avrei traviato conducendoti per le vie del male. Certo, non era necessario mandarti all’altro mondo – se pure esistesse -, ma i tuoi amici hanno voluto esagerare…
- Hai detto che hai scommesso con Dio? Forse volevi dire con il diavolo? – Di che parli, ragazzo? Guardami, mi vedi? Ti stanno per portare in ospedale e ti daranno le cure che ti servono, mi senti?
- No, proprio con Dio… ormai a te posso dirlo, tanto il nostro segreto lo porterai con te nella tomba. Ci teneva che scegliessi te, non so ancora spiegarmi il perché, tranne per il fatto che l’angelo Oreste, cioè don Basilio, ti aveva preso in simpatia… ma sai, tra me e Oreste, modestamente, non c’è storia, io sono di un altro livello…
Ma Savvo non mi segue già più, contrae l’addome per il dolore, tossisce sangue, spalanca gli occhi dalla disperazione un’ultima volta per poi gorgogliare: - Che connuto! – quindi muore, quando mancano dieci minuti alla mezzanotte.

... continua

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