La saga di fantascienza Genius ha trovato un editore! Qui di seguito troverete anche i primi capitoli dei tre romanzi.

Che minchione le formiche! è il mio ultimo romanzo, che potrete leggere qui di seguito, pubblicato sul mio blog poche pagine per volta, partendo dal post intitolato I miei romanzi e proseguendo in sequenza progressiva con i vari capitoli e le loro parti (es.: Che minchione le formiche! I-2p, I-3p...).

Buona lettura!

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venerdì 3 settembre 2010

Che minchione le formiche! - V - 3p

[continua dal post precedente]

E capisco solo adesso perché tu mi abbia tolto la lungimiranza, con l’insulsa scusa di una competizione con Oreste, per non sentire i miei lamenti, le mie preghiere, per non avere ripensamenti su una decisione definitiva. Sapevi che ti avrei potuto convincere a tornare indietro e tu non volevi. Ancora e sempre il tuo volere. Cos’hai detto prima di lasciarmi andare? La donna vivrà col suo aspetto attuale fino alla fine della Terra… del sistema solare, se preferisci, dell’intero universo. Ah, ah, ah, ah, sai essere splendido persino in questo istante. Che bel cielo, però, visto da qui, vero, Maria-Elena? Tutti quei fari luminosi persi nell’oscurità – non voglio smettere di parlare, è troppo presto, in questa notte… -, la magia di coglierne mitologiche creature celesti – non posso cessare di pensare, è un dolore insopportabile, tutto diventa talmente inutile -, gli arcani influssi sull’essere e il divenire, il loro mistero respirato da Erato e Urania – la vanità di sentirsi indispensabili e insostituibili, la cognizione infantile che nulla esista dopo di te -, quella testimonianza e prova dell’immensità del creato, divine ispiratrici del languore di naufragio – con quanta paura si affronta l’inconoscibile! Ah, poter godere ancora e poi ancora della loro vaghezza imperscrutabile… -, con l’illusione che siano infinite ed eterne, le stelle.

... continua

mercoledì 1 settembre 2010

Che minchione le formiche! - V - 2p

[continua dal post precedente]

Mi faccio trovare accanto a lei al momento in cui riapre gli occhi. L’aiuto a rialzarsi, mentre le si rimarginano le ferite, e le spiego quanto fosse necessaria questa “prova tecnica”, che prima o poi, anche e soprattutto per la sua stessa tranquillità, dovevamo verificarne il “meccanismo”, che, sai com’è, ciascun individuo ha “reazioni chimiche” differenti. Già, è proprio così che giustifico l’averla buttata in un fossato ed è con “prova tecnica”, “meccanismo” e “reazioni chimiche” che la mia stizza e gelosia diventano agli occhi di Maria-Elena un atto di routine divin-demoniaca.
- Fa male, però! – mi comunica, in un ultimo vano lamento.
E la sua boccuccia si piega in una smorfia talmente tenera che la perdono immediatamente: - Non potevo esagerare con le richieste a Sua Eminenza. Vorrà dire che l’assenza di sofferenza sarà per un’altra volta, va bene?
Mi struscia la testolina nell’incavo tra la spalla e il collo, sbaciucchiandomelo: - Insieme alla ricrescita della lingua… - mi passa le labbra umide sul mento, sulla guancia e poi sulle labbra, facendomi sognare per quel suo muscolo tronco un uso diverso dalla parola.
E allora le sussurro: - Farò il possibile anche per questo.
Si china verso il mio simulacro virile e benedico l’Altissimo per avermi concesso queste emozioni mortali: - … e al dono dei linguaggi.
- Cercherò, oh, di esaudire ogni tuo desiderio, oh, oh!
Nel momento stesso in cui i rintocchi della mezzanotte giungono dalla chiesa del paese e in cui miagolo al cielo per l’intensità del piacere, una scossa proveniente da Lui s’impossessa della mia quintessenza. E affinché anche voi umani possiate comprendere, paragonerò l’evento ad una folgorazione che scuote l’intero organismo, lasciando al suo termine un tremore quasi febbrile e una sensazione di modificazione psico-fisica duratura. Così è in me il ritorno della lungimiranza. Ma, anziché gustare l’enorme potere che ne deriva, s’impossessa di me la mancanza di appagamento, il vuoto, mi assale la nostalgia, una lacerazione profonda per la mia dipendenza dalla Sua volontà.
Come puoi farmi questo? Come puoi fare questo a tuo figlio?
Maledetto, maledetto, mille volte maledetto! E io che per timore di ferirTi, anzi “ferirti” mi sono sempre trattenuto dal confessarti i miei sentimenti. Però nell’ora del tuo tradimento devi sapere quanto odio:
la stupida concatenazione di causa ed effetto
le zanzare
il silenzio siderale
il big ben seguito dall’inutile entropia
il continuo movimento atomico e sub-atomico
la finitezza
il buco nero
la vanità del maschio dell’anatra mandarina
le tue lacrime di coccodrillo
la tua onniscienza
la mia impotenza
la mancanza di scopo
la ricerca di uno scopo
le mosche e i tafani
che la felicità sia legata all’infelicità
il limite dell’universo
il non limite dell’universo
il senso di colpa
la dieta del panda
il tempo
l’infantilismo
la serietà
l’evoluzione della specie
che una discesa sia anche una salita
l’illusione
la disillusione
l’umidità dell’inizio della vita
il bradipo
l’ornitorinco
la formica culona
il pesce palla
il baobab
la tundra
i datteri
gli anelli di Saturno
le macchie solari
i dinosauri (il meteorite l’ho deviato io, mentre facevi le “pulizie” con quel cazzo di buco nero)
l’ho già detto il buco nero?
quel montato dell’arcangelo Michele
il risucchio per richiamarmi a te
il tuo copromorfismo

... continua