La saga di fantascienza Genius ha trovato un editore! Qui di seguito troverete anche i primi capitoli dei tre romanzi.

Che minchione le formiche! è il mio ultimo romanzo, che potrete leggere qui di seguito, pubblicato sul mio blog poche pagine per volta, partendo dal post intitolato I miei romanzi e proseguendo in sequenza progressiva con i vari capitoli e le loro parti (es.: Che minchione le formiche! I-2p, I-3p...).

Buona lettura!

Genius_01

Genius_01
Genius_01 - ebook in vendita su Simplicissimus.it

lunedì 28 marzo 2011

Presentazione di Genius_01


Siamo finalmente al via! Giorno 21 aprile alle h 18:00 presso la libreria Cavallotto di corso Sicilia 91 si terrà la presentazione del mio romanzo Genius_01, finalista al premio Urania 2004 e Delos 2006.

Relatore il prof. Isidoro Pennisi: una video lettura dell'autrice e... una sorpresa vi attendono! 

Ci sarà anche la presenza telefonica di Paolo Ferri, Prof. di “Tecnolgie didattiche” e “Teoria e tecniche dei Nuovi Media” all’Università degli Studi di Milano Bicocca, che ha letto la mia trilogia, l’ha apprezzata e mi ha presentata all’editore Nicola Cavalli :))

Per coloro che sono lontani (ma non con il cuore) ci sarà uno streaming, a partire dai giorni seguenti all'evento.

venerdì 4 marzo 2011

Sole, mare e bella gente - p 6 - cap I

Π Il teorema del delirio - Il pellegrino (III parte)


Il pellegrinaggio era stato guidato circa due settimane prima dal padre di Franco che, dopo un tentativo infruttuoso di menarlo, secondo tradizione, con la cinghia dei pantaloni, si era rassegnato all’inevitabile. La loro famiglia appartiene a un ramo cadetto caduto in disgrazia, della dinastia Arena, di cui Pippo, detto lo Zio, è il gran patriarca. In pratica il signor Padredifranco sta allo Zio come Paperino sta a Zio Paperone, più o soprattutto meno, tenuto conto che zio Paperone non gestisce una parte di economia mafiosa di Paperopoli, sempre che il deposito-cisterna-piscina aureo non sia frutto di riciclaggio di denaro sporco e Gastone il politico suo referente, il che spiegherebbe molte molte cose. Il signor Padredifranco fa almeno un pellegrinaggio all’anno al sancta sanctorum prima di natale, per non far dimenticare allo Zio la sua esistenza e prepararsi a eventi imprevisti come quello. Così, scalzi e penitenti (dato che stavolta si è vicini alla pasqua di passione) si preparano a salire gli irti gradini che li separano dall’intercessore di Colui che per loro  Tutto Può.
L’appartamento è all’undicesimo piano di un palazzo del quartiere, che, grazie all’intervento di un architetto giapponese degli anni ’80, ricorda vagamente Mazinga Z. Ci si aspetterebbe qualcosa di diverso per un luogo di culto: non necessariamente colonnati dorici e are sacrificali, ma quantomeno non un appartamento pitocco. E invece l’uomo più ricco del quartiere e nella topten della classifica cittadina vive in tre stanze in un condominio di edilizia popolare, assegnategli in quanto famiglia numerosa senza reddito. Lo Zio percepisce inoltre gli assegni familiari (che la moglie va a ritirare puntualmente ogni fine mese, lamentandosi con il funzionario allo sportello per la miseria che sta ricevendo) più una pensione di invalidità, frutto di un do ut des con un medico dell’INPS. Come la moglie di un disoccupato possegga, però, un parco macchine degno degli Agnelli resta un religioso mistero che il fisco, forse per cieca fede nell’Onnipotente, ha preferito non indagare.  Anche perché l’unico reddito lecito non tassabile tale da giustificarlo dovrebbe provenire da un’intensissima attività di marchettara di alto bordo, che tuttavia la sua non avvenente figura porterebbe ad escludere.
In realtà, ha anche una villetta al mare (costruita abusivamente poco lontano, nell’oasi naturalistica del delta di un fiume) e uno chalet a circa duemila metri d’altitudine (anch’esso ovviamente in zona non edificabile). Il resto del suo patrimonio immobiliare in tutt’Europa è invece intestato a cugini, amici e amanti. Quando si dice un uomo di grande generosità!

[continua...]