La saga di fantascienza Genius ha trovato un editore! Qui di seguito troverete anche i primi capitoli dei tre romanzi.

Che minchione le formiche! è il mio ultimo romanzo, che potrete leggere qui di seguito, pubblicato sul mio blog poche pagine per volta, partendo dal post intitolato I miei romanzi e proseguendo in sequenza progressiva con i vari capitoli e le loro parti (es.: Che minchione le formiche! I-2p, I-3p...).

Buona lettura!

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martedì 10 agosto 2010

Che minchione le formiche! - III - 33p

[continua dal post precedente]

Comunque, è ingiusto lagnarsi dell’incapacità dell’avversario, anche se un po’ di mordente in più nella competizione non guasterebbe di certo. Chiusa parentesi. Comincio a sentire la voce di Carmelo Laudani, detto don Cammelo, impegnato in bestemmie alquanto complesse. Gioca a golf come un Senegalese scia e, a quanto pare, la pallina deve essergli finita nel bunker da cui non vuol proprio sentirne di uscire.
- Pippuzzo! – mi urla da lontano, senza smetterla di impugnare il sand wedge come un randello e rivolgermi più di uno sguardo – Tutta colpa di quella cosa fitusa del mio avvocato. Deve provarlo don Cammelo mi aveva detto è il gioco scacciapenzieri più meglio che c’è. ’Sto gran bastardone! “Scacciabadde” doveva dire ’sto pezzo di puppo che non è altro. Uno di questi giorni lo faccio diventare un bello giardino di aranci. – e nel dirlo tira una bordata che solleva tanta sabbia da arrivargli pure in faccia, ma al contempo infossando maggiormente la pallina; don Cammelo prima solleva gli occhi truce a scoprire un qualche accenno di riso nei volti degli astanti, poi non trovandone sfoga la sua rabbia sul bastone, con colpi vigorosi a terra che non sortiscono alcun effetto essendo lo strumento di metallo – ’Sta minchia di coso! – quindi mi prende sottobraccio, nonostante siamo della stessa altezza – Vieni, entriamo dentro che ti offro qualcosa. – ma se ne pente quasi subito, per via dei miei effluvi.
- Mi deve scusare, don Cammelo, è un pobblema di “alitosi”, così mi hanno detto.
L’ingresso è dominato da un’immensa scalinata marmorea con ringhiera dorata, un presepe semovente nella vasta area del sottoscala (dono di amici napoletani, ci tiene a farmi notare), una fontana con tritone, un altare votivo alla madonna del Carmelo (davanti a cui si segna, da me imitato) e infine un salottino barocco in finto Luigi XIV con camino crepitante e annesso angolo bar.
Versa due brandy, me ne porge uno e si siede, aspettando che io faccia altrettanto: - Deve essere di stomaco. – mi dice riferendosi alla puzza che emano – Anch’io ci soffro: un po’ di ulcera. Non dovrei berci sopra, ma è natale e di qualcosa si deve pur morire.
- Più che giusto. – anche se tu morirai di piombo, caro Laudani. – Sono venuto a portarci i miei rispetti – gli consegno il pacchetto con la percentuale trimestrale pattuita – e a farci tanti auguri a lei e famiglia anche da tutti gli amici del viale… e del viale…, di buon natale, salute e prosperità. – ringrazia e ricambia – Volevo anche dirci che sono davvero onorato della sua fiducia per la partita di stasera…
- Sghezzi? Sei il meglio.
- Troppo buono… e che ci sto facendo andare macari il grande di Nunzio La Rosa, giusto per farsi le ossa, se a lei non ci dispiace.
- No, ianzi portamelo la prossima volta che vieni. È importante avere nuovi puledri in scuderia. – le corse clandestine di cavalli con i calessi (a questo proposito lascio aperto un quesito: non trattandosi di cani, galli né tanto meno di pulci, sarà forse per i nugoli di polvere sollevati dagli zoccoli che delle gare equine continuano a essere segrete?) sono rimaste la sua unica passione e saranno pure la tomba di questo idiota… tanto di scorta ovunque e poi sbraita e si sbraccia in mezzo a centinaia di persone – Uno si è azzoppato l’altro giorno e un altro l’abbiamo dovuto abbattere. Vedi – sta per stillare una perla di saggezza -, i giovani sono pieni di energia, ma hanno le gambe fragili e come niente fanno un passo falso. Li abbiamo appena ferrati – gli piace proprio questa metafora – che già pensano di essere i nostri stalloni da monta. Ci vuole altro, Pippo, noi lo sappiamo!
Come no? Hai capito, Savvo? Non basta la pistola per essere qualcuno; devi controllare almeno una parte di Catania grossa come…, altrimenti sei sempre una formica.

... continua

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