La saga di fantascienza Genius ha trovato un editore! Qui di seguito troverete anche i primi capitoli dei tre romanzi.

Che minchione le formiche! è il mio ultimo romanzo, che potrete leggere qui di seguito, pubblicato sul mio blog poche pagine per volta, partendo dal post intitolato I miei romanzi e proseguendo in sequenza progressiva con i vari capitoli e le loro parti (es.: Che minchione le formiche! I-2p, I-3p...).

Buona lettura!

Genius_01

Genius_01
Genius_01 - ebook in vendita su Simplicissimus.it

martedì 13 settembre 2011

Un altro 11 Settembre: per non dimenticare

Eccovi un'interessante riflessione proposta dal mio amico Carlo Xodo. Ken Loach realizza un corto sull'11 Settembre 1973, giorno del colpo di stato militare in Cile ai danni del governo democraticamente eletto, rivolgendosi direttamente ai parenti delle vittime dell'11 Settembre 2001 e realizzando un parallelismo tra passato e presente, libertà e oppressione.
Il ricordo delle ombre è purtroppo sempre legato alla percezione di gravità da parte del più forte. Non conta che in Burundi e Rwanda ci siano stati circa 2 milioni di morti, quanto che peso sociale abbiano quei corpi per il mondo occidentale. E i corpi degli africani (come dei latinos) hanno un peso specifico così basso da essere di una materia… volatile, anche per la memoria collettiva.

martedì 5 luglio 2011

L'artigianato della scrittura - I parte

Non ho intenzione di mettermi in competizione con i vari corsi di scrittura creativa, ma solo fornire alcune regole di massima per chi voglia scrivere senza strafalcioni e cadute di stile grossolane.

Per prima cosa, pensiamo al nostro CONTENUTO:
1)  scriviamo anche alla rinfusa tutte le informazioni che intendiamo veicolare,
2) ordiniamo le suddette informazioni in un progetto di massima (premessa, svolgimento, conclusione; premessa, finalità, obiettivi, attività, metodologia, timing...).

Solo quando siamo sicuri sulle prime due fasi preoccupiamoci della FORMA:
1) scrivere significa comunicare e il nostro lettore deve comprendere nel modo più diretto e chiaro le nostre informazioni, quindi ricordiamoci di arrivare sempre da un punto A ad uno B nel modo più breve possibile e con la terminologia più adatta,
2) verifichiamo che i nostri soggetti siano sempre espressi;
3) controlliamo che non ci siano ripetizioni, se non strettamente inevitabili (un buon dizionario dei sinonimi può essere di grande aiuto),
4) lasciamo gli anacoluti agli artisti, gli artigiani della scrittura preferiscono strutture più lineari,
es.: "Quelli che moiono, bisogna pregare Iddio per loro" (A. Manzoni) da chi non è Manzoni andrebbe riscritto in "Per quelli che muoiono bisogna pregare dio";
5) evitiamo assolutamente gli errori di ortografia (dizionari e correttori digitali d'ortografia sono ottimi ausili);
6) citiamo in altre lingue solo se siamo certissimi di farlo correttamente;
7) limitiamoci a periodi grammaticali brevi o brevissimi, di massimo tre predicati (corrispondono all'incirca ai verbi), dopo di che inseriamo un punto fermo (. ! ?);
8) utilizziamo elementi di collegamento sintattici (dunque, così, infatti, in conclusione...);
9) l'uso della punteggiatura è il respiro del nostro testo (ma questo è un argomento un po' più complesso e ne parlerò la prossima volta :))
10) non dimentichiamoci della coerenza verbale (idem).

sabato 4 giugno 2011

Ikea Catania: solo problemi!

Vi racconto l'assurda odissea mia e di mio marito all'Ikea...
 
Libreria Expedit
Abbiamo acquistato una libreria Expedit 149x149 la stessa settimana dell’inaugurazione dei locali a Catania e ne siamo molto insoddisfatti. Dopo neanche un mese il piallaccio delle parti tamburate si è scollato. Questo senza che sia intervenuta umidità, caldo o qualunque possibile agente esterno. Sapevamo di stare acquistando un prodotto economico, ma non un prodotto “usa e getta” e con una durata così limitata nel tempo.


Reparto cucine e mobile Factum
Di recente abbiamo progettato e acquistato un mobile Factum, costituito da 3 moduli da 60x195, con ante, attrezzato con mensole e cassetti interni.
Fin qui tutto bene se non avessimo avuto a che fare con venditori lenti, altamente impreparati e superficiali nell’affrontare un progetto semplice come quello scelto da noi.

1) Ci facciamo formulare un preventivo per una cucina Factum. Fin qui tutto bene.

2) Decidiamo di acquistare solo una porzione del progetto facendo operare delle lievi modifiche per verificare la qualità del prodotto e eventuali difficoltà di montaggio, riservandoci in seguito l’acquisto dell’intera soluzione.

3) Con la vostra addetta Nives cominciamo ad impostare il mobile in questione. Essendo probabilmente la più preparata del turno ci abbandona per seguire altri clienti in difficoltà e ci raggiunge Rosario. Come scopriremo in seguito, l’arredatore omette nell’ordine le spalle di rifinitura, una serie di cerniere, i piedi e lo zoccolo; contestualmente sbaglia a inserire un’altra serie di cerniere (quelle da 153° senza le quali i cassetti interni non si possono aprire); inserisce una doppia quantità di push&pull da noi non richiesta e ci consiglia male sul numero di mensole aggiuntive (ne abbiamo dovute restituire un pacco da 2). Rosario ci consegna il progetto con l’elenco dei pezzi e il relativo preventivo (giorno 07-05-2011, almeno 3 ore di permanenza nel reparto che ci costringono a tornare a casa senza acquistare);

4) Facciamo l’acquisto chiedendo solamente un cambio cromatico da rosso laccato a bianco opaco. Parliamo con Domenico il quale senza proporci l’alternativa, ordina il bianco laccato; contestualmente si accorge che nell’ordine di Rosario mancavano le spalle, ma non degli altri difetti dell’ordine (giorno 14-05-2011, altre 3 ore di permanenza nel reparto + i tempi di magazzino).

5) Acquistiamo i pezzi indicati e ci accorgiamo nelle prime fasi del montaggio dell’assenza di zoccolo e piedi. Ritorniamo al punto vendita e li reperiamo da soli nel vostro magazzino senza aiuto alcuno, dato che quella domenica i vostri terminali erano non funzionanti a causa di mancanza della rete e nessuno dei vostri addetti alle vendite si è sentito in dovere di colmare il problema da loro stessi causato (giorno 15-05-2011, altre 2 ore nel reparto attendendo che i terminali riprendessero vita + 1 ora vagando alla cieca nel magazzino).

6) Infine, dopo il montaggio (mancavano solo le ante che dovevano arrivare con il corriere), a mobile ultimato, stacchiamo la pellicola protettiva, scoprendo che si tratta di un bianco laccato. Non immaginate la nostra delusione dopo tanta fatica!

7)  Quando arrivano le ante ci accorgiamo che i cassetti interni non si aprono (a causa delle cerniere sbagliate da voi, ma noi, non sapendolo, abbiamo perso ore e ore di lavoro per tentare vane regolazioni).

8) Torniamo e troviamo Cristina che ci propone la soluzione delle cerniere da 153° e riconsegniamo i pezzi non utili acquistati in precedenza (giorno 28-05-2011, altre 2 ore nel reparto e al servizio clienti).

A fronte di tutte le ore di lavoro perse (circa 16 ore), dei viaggi effettuati (4), dei tempi morti di permanenza nel vostro lentissimo reparto Cucine (almeno 11 ore!), della scarsa qualità del prodotto e di un mobile Factum che alla fine non ci soddisfa (a causa dell’aspetto lucido) neanche da un punto di vista estetico, pensavamo di avere almeno diritto a un rimborso.
Invece, al colmo dell'insulto, il Servizio Clienti ci fornisce una mail inesistente, il messaggio mandato al form del sito è rimasto senza risposta e al telefono (ad un 199!) ci hanno detto che a mobile montato non si può fare più nulla.

Spero di potervi raccontare che tutto è finito bene, ma ne dubito :(( 

lunedì 16 maggio 2011

Pubblicazione del cartaceo di Genius_02






















Giorno 13 maggio, da Ledizioni è stato finalmente pubblicato Genius_02 il secondo capitolo della mia saga sociologica alla Philip Dick, (finalista al premio Urania e Delos), tra thriller e allegoria della distruzione ambientale, dell'intolleranza razziale e delle lobby che dominano sul pianeta. 
Qui di seguito il quarto di copertina, ma per ogni altra informazione o per scaricare gratuitamente il primo capitolo, andate su litenet, il sito di riferimento della saga :))

Anno 2231. Più di un secolo dalla fondazione della FOG, Fight Of Gea, da parte di Abraham Cohen (ormai soltanto “Abraham I”), e circa sessanta da quella di Ur, sua capitale sotterranea, nei pressi di Caen in Normandia. L’attentato nucleare del Tears’ day, com’era stato battezzato nel 2092, ha lasciato in Europa un alto livello di particelle radioattive in sospensione. I volti deturpati degli operai del soprasuolo ne sono una marca e testimonianza. Perfetti, invece, nonché altissimi, robusti e longevi sono i “Figli del formex”, esperimento Genius parzialmente riuscito nel 2111 tranne che per l’IQ estremamente infantile. I róbota sono di fatto i nuovi schiavi della JEA, stupidi, inconsapevoli e felici: il lavoratore ideale.In questo contesto si muove il protagonista del secondo giallo, il colonnello Isaac, fogger del Reparto Tecnico di Ur. Attanagliato dal parossistico odore di morte che gli aleggia intorno, divorato da un senso d’oblio, attraversa una crisi di messa in discussione del sistema. A lui il neoeletto Moses affida il prelievo di un certo Jack, un ragazzo che pare sia riuscito a trovare l’accesso a litenet, la nuova rete informatica della JEA.
Dapprima il suo arduo reperimento e la scia di sangue che lascia al passaggio, poi il timore di un probabile tradimento accrescono via via l’ansia della narrazione. Dubbi e segreti fIno alla scoperta fInale inquietante.
Quali speranze di sopravvivenza per la FOG e l’umanità sapiens?

Per acquistarlo vai sul sito di Ledizioni, collana Stellaria :))

venerdì 29 aprile 2011

Articolo su Genius_01 sul Giornale di Sicilia






















Dopo il successo della presentazione presso la libreria Cavallotto di Catania il 21 aprile 2011, ecco l'attesa recensione da parte del Giornale di Sicilia a firma di Alessandra Bonaccorsi...
Non resta che aspettare l'uscita degli altri due romanzi della saga!

lunedì 25 aprile 2011

Videolettura di Genius_01

Sceneggiatura e regia di Cinzia Di Mauro
Riprese, montaggio e animazioni di Alberto Campo

E' stata proiettata in apertura della presentazione di Genius_01 presso la libreria Cavallotto, il 21 aprile 2011. Tutti gli ospiti intervenuti l'hanno trovata coinvolgente da un punto di vista emozionale, ma lascio a voi giudicare :))

Intervista su radio Web Bunny a Cinzia Di Mauro

L'11 aprile 2011 alle ore 11.30 è andata in onda l'intervista di Cinzia Di Mauro (cioè me :) sul programma Il villaggio dei libri di Lorenzo Belvederesi, ospitata da Bunny Web Radio. Si è discusso dei miei esordi con la saga di fantascienza Genius tra thriller e allegoria della distruzione ambientale, dell'intolleranza razziale e delle lobby che dominano sul pianeta; del successivo romanzo Che minchione le formiche! surreale e grottesco (qui pubblicato interamente) e del mio noir ancora da ultimare La storia vera di un killer nano. E tutto questo in una decina di minuti :))

Intervista su radio Zammù "Genius_01"

Il 21 aprile alle ore 10.45 si è aperta la mia giornata campale con l'intervista al programma "Circuiti culturali" ospitato da radio Zammù, una radio universitaria della città di Catania. E' stata una bellissima occasione di confronto con i giovani della mia città e per far conoscere la saga Genius, la mia trilogia di fantascienza. Ricordo che il primo romanzo è stato pubblicato il 13 dicembre 2010 e che il secondo uscirà il 13 maggio prossimo per Ledizioni Milano: disponibile anche in formato ebook (tra gli altri su Feltrinelli).
Buon ascolto :))

venerdì 22 aprile 2011

La presentazione di Genius_01 presso la libreria Cavallotto


La videolettura è stata la prima fase della presentazione per entrare subito in medias res: buona visione :)
Qui la videolettura c'è già stata ed è il momento della presentazione dell'Arch. Isidoro Pennisi, Prof. dell'Università di Reggio Calabria.














Questo è invece il momento del disvelamento dello stacchetto teatrale ;) 
Avevo organizzato tutto da tempo con il Teatro degli Specchi (che colgo l'occasione per ringraziare ancora una volta). Un loro attore, Marco Sarra, si finge del pubblico e al mio intervento finale su Genius_02 comincia ad andare di matto con il seguente testo: "Sono forse terroristi i partigiani che hanno combattuto per la libertà durante la Seconda Guerra Mondiale? Sono forse terroristi coloro che combattono per il proprio diritto alla felicità e alla vita? Rispondetemi, allora, rispondetemi… Viva la Fight Of Gea! Morte alla JEA!"
Io nel frattempo rimango basita in silenzio, finché un mio amico/complice non si alza e accompagna il presunto forsennato fuori dalla sala. Io mi scuso, ma l'attore rientra ancora urlante invitando tutti a comprare il libro. La scena è stata talmente veritiera che stava intervenendo un commissario, presente in sala, e che molti ospiti si sono realmente spaventati :))

mercoledì 20 aprile 2011

Intervista in diretta su "Genius_01"

Ecco un'altra bell'occasione di confronto con la mia città e con un pubblico universitario, il luogo dove germoglia il nostro futuro. Alle h 10.15 del 21 (domani, il giorno della presentazione) ci sarà la mia intervista in diretta su Radio Zammù! L'argomento, naturalmente, sarà la saga Genius e dintorni.
Buon ascolto :))

martedì 19 aprile 2011

Genius_01 alla libreria Cavallotto!

Ci sono anch'io... forse non proprio in ottima compagnia, ma ci sono anch'io!
Devo confessare che la mia emozione è stata davvero tanta :))
Sarà la mia "alba di una nuova era?" come il titolo del mio incontro letterario il 21 aprile presso la libreria Cavallotto di Catania alle h 18.00

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lunedì 28 marzo 2011

Presentazione di Genius_01


Siamo finalmente al via! Giorno 21 aprile alle h 18:00 presso la libreria Cavallotto di corso Sicilia 91 si terrà la presentazione del mio romanzo Genius_01, finalista al premio Urania 2004 e Delos 2006.

Relatore il prof. Isidoro Pennisi: una video lettura dell'autrice e... una sorpresa vi attendono! 

Ci sarà anche la presenza telefonica di Paolo Ferri, Prof. di “Tecnolgie didattiche” e “Teoria e tecniche dei Nuovi Media” all’Università degli Studi di Milano Bicocca, che ha letto la mia trilogia, l’ha apprezzata e mi ha presentata all’editore Nicola Cavalli :))

Per coloro che sono lontani (ma non con il cuore) ci sarà uno streaming, a partire dai giorni seguenti all'evento.

venerdì 4 marzo 2011

Sole, mare e bella gente - p 6 - cap I

Π Il teorema del delirio - Il pellegrino (III parte)


Il pellegrinaggio era stato guidato circa due settimane prima dal padre di Franco che, dopo un tentativo infruttuoso di menarlo, secondo tradizione, con la cinghia dei pantaloni, si era rassegnato all’inevitabile. La loro famiglia appartiene a un ramo cadetto caduto in disgrazia, della dinastia Arena, di cui Pippo, detto lo Zio, è il gran patriarca. In pratica il signor Padredifranco sta allo Zio come Paperino sta a Zio Paperone, più o soprattutto meno, tenuto conto che zio Paperone non gestisce una parte di economia mafiosa di Paperopoli, sempre che il deposito-cisterna-piscina aureo non sia frutto di riciclaggio di denaro sporco e Gastone il politico suo referente, il che spiegherebbe molte molte cose. Il signor Padredifranco fa almeno un pellegrinaggio all’anno al sancta sanctorum prima di natale, per non far dimenticare allo Zio la sua esistenza e prepararsi a eventi imprevisti come quello. Così, scalzi e penitenti (dato che stavolta si è vicini alla pasqua di passione) si preparano a salire gli irti gradini che li separano dall’intercessore di Colui che per loro  Tutto Può.
L’appartamento è all’undicesimo piano di un palazzo del quartiere, che, grazie all’intervento di un architetto giapponese degli anni ’80, ricorda vagamente Mazinga Z. Ci si aspetterebbe qualcosa di diverso per un luogo di culto: non necessariamente colonnati dorici e are sacrificali, ma quantomeno non un appartamento pitocco. E invece l’uomo più ricco del quartiere e nella topten della classifica cittadina vive in tre stanze in un condominio di edilizia popolare, assegnategli in quanto famiglia numerosa senza reddito. Lo Zio percepisce inoltre gli assegni familiari (che la moglie va a ritirare puntualmente ogni fine mese, lamentandosi con il funzionario allo sportello per la miseria che sta ricevendo) più una pensione di invalidità, frutto di un do ut des con un medico dell’INPS. Come la moglie di un disoccupato possegga, però, un parco macchine degno degli Agnelli resta un religioso mistero che il fisco, forse per cieca fede nell’Onnipotente, ha preferito non indagare.  Anche perché l’unico reddito lecito non tassabile tale da giustificarlo dovrebbe provenire da un’intensissima attività di marchettara di alto bordo, che tuttavia la sua non avvenente figura porterebbe ad escludere.
In realtà, ha anche una villetta al mare (costruita abusivamente poco lontano, nell’oasi naturalistica del delta di un fiume) e uno chalet a circa duemila metri d’altitudine (anch’esso ovviamente in zona non edificabile). Il resto del suo patrimonio immobiliare in tutt’Europa è invece intestato a cugini, amici e amanti. Quando si dice un uomo di grande generosità!

[continua...]

mercoledì 23 febbraio 2011

Sole, mare e bella gente - p 5 - cap I

Π Il teorema del delirio - Il pellegrino (II parte)


Con chi sei, sempre con Giaquinta? Era un amico loro dei tempi della scuola, un po’ ritardato, ma con la forza di un toro.
- Forse rientra tra due settimane. Si è rotto un piede tre settimane fa, perché gli è scivolato un cesso…
Un cesso? Ridono entrambi e tossiscono fumo.
- Sì, un cesso, ma lui non è che l’ha detto subito, sai com’è Giaquinta. Appena siamo arrivati al terzo piano dalla cliente e stavamo riscendendo con l’ascensore ha iniziato a brontolare Bo, bo, bo, mi sono fotto mole. Aveva un piede così. Anzi il titolare è stato bravo, l’ha accompagnato all’ospedale e gli ha dato cinquanta euro. Chiamalo scemo! Cinquanta euro per stare con il piede su un cuscino a guardarsi la televisione. Quasi quasi me lo rompo pure io.
Magari dopo il matrimonio, perché se no nelle foto vieni con il piede ingessato!
- Ma restate a casa, qui? – e lo dice come chi, se potesse, se ne sarebbe già andato da un pezzo, non tanto per l’allaccio abusivo alla rete elettrica e idrica (tutto sommato è un rimborso dovuto per gente del loro reddito e poi anche la casa è stata occupata abusivamente, quindi cosa più cosa meno…), né per l’intonaco scrostato o i fori in alcune pareti dell’androne (creano dei decori niente male che stimolano la fantasia e aprono nuove prospettive) e neppure per il lancio dei rifiuti dai balconi (un sistema aereodinamico con un pratico smaltimento incendiario a seguire: come essere sempre ai falò ferragostani), quanto per la fogna a cielo aperto. Un fiume di liquami dalla puzza che ti si attacca addosso come un alito di morte e si gonfia e ti bussa alla porta con le  piogge invernali. TOC TOC. Chi è? Sono la tua merda, aprimi, tanto entro lo stesso dalle fessure del portone, eh, eh! Quando sono andati tutti compatti a chiedere giustizia al Comune, poco mancava che al rientro li precedessero i carabinieri per procedere allo sfratto coatto, ma li hanno battuti sul tempo, quei cornuti. Si sono barricati in casa e buona sera.
Non lo so, Falsaperla, non lo so ancora.
- Secondo me nei ventimila ci stai dentro anche per un affitto e meglio ancora ti fai fare un mutuo dallo Zio. Quello come ti ha trovato il lavoro, ti trova la casa. Alla moglie c’ha pensato tu, se no anche la moglie ti trovava. – ridono.
Eh, sì, la moglie se l’era trovata o meglio era il bambino che gliel’aveva trovata, perché Samanta-H (con l’acca aspirata, gli aveva detto la prima volta che si erano conosciuti), quindici anni e il più bel paio di tette iscritto al secondo anno di un corso professionale per estetista barra parrucchiera, Samanta-H che lo chiama Fra’ e lo fa sentire tanto più esotico di Franco, Samanta-H che sogna di andare a Parigi perché sta studiando francese e sa dire “bongiur” e “bonsuar”, Samanta-H, sua da quasi cinque mesi, ha appena scoperto di aspettare un bambino.
Essendo Franco alias Fra’ completamente al verde e lavorando attualmente come commesso di certi cinesi al mercato storico, la “Fera o lune” (= il mercato del lunedì; aperto dal lunedì al sabato, compreso), per trecento euro al mese, aveva optato in un primo momento per la vecchia soluzione fugaromantica = senzaspesematrimoniali + bambinoincluso. Aveva invece deciso di andare a parlare con lo Zio, dopo averne discusso con Falsaperla, che, quando le cose si erano risolte nel modo seguente, aveva sentenziato come poi per il piede di Giaquinta “Chiamalo scemo!”, quasi quasi la metteva incinta pure lui una ragazza.
[continua...]

lunedì 21 febbraio 2011

Sole, mare e bella gente - p 4 - cap I

Π Il teorema del delirio - Il pellegrino (I parte)


Quanto ci vorrà? Diecimila? No, magari è un po’ pochino. Quindicimila o al massimo ventimila euro. Tanto trenta euro a testa ci mangi un sacco di pesce sotto gli Archi della Marina. Un viaggio di nozze ce lo facciamo di una settimana in Egitto, in quel posto che finisce con “sceicco”.
Un amico suo, Kevino, c’è stato e gli ha detto che con quattrocento euro ci paghi il viaggio in aereo, colazione e cena (il pranzo lo salti perché ti svegli tardi e a colazione mangi quanto un porco) in un albergo bellissimo: bar in camera, la piscina, le palme, il sole… Le palme e il sole, gli ha detto a quell’amico suo, alzando gli occhi mentre camminavano sullo spartitraffico del viale Bummacaro, ci sono anche nel loro quartiere, però lui gli ha detto che là è più bello, con il mare pieno di pesci. Anche a San Giovanni Li Cuti, gli ha detto, è pieno di pesci. Kevino si è scocciato; gli ha detto che non c’entra niente e che là i pesci sono quelli dell’acquario.
Franco vede un acquario gigante con alghe di plastica, rocce finte, depuratore e termometro. Qui e lì le pareti hanno un po’ di muffa che i pesci rossi tentano di succhiare con il muso a ventosa, atteggiandosi a starlette dalle labbra siliconate. Poi improvvisamente la loro immobile noia viene sconvolta da un PLOP dall’alto che con un turbine di bollicine catapulta al suo interno Kevino, a cui finalmente l’acqua scompiglia il ciuffo spatolato sulla fronte. I vulcani, gialli di pus e rossi di infezione, che gli tempestano la faccia, scambiati per concrezioni coralline da una Betta splendens (musichetta pop di sottofondo: “… e Betta filava e filava con Kevino e nasceva un pesciolino…”) producono un suo strusciamento e conseguente esplosione magmatica sottomarina.
 Quindi, gli ha detto, ti sei fatto il bagno in un acquario ed è scoppiato a ridere, ma l’altro si è offeso e ha cominciato a insultarlo. Sei un ignorante! Hanno litigato e se le sono date, ma lo invita lo stesso, tanto di qui a un mese avranno fatto pace.
Poi, vabbè il vestito, quello si sa che costa (cinquecento per me, milleecinque per lei?), ma ci si sposa una sola volta nella vita.
- Forse. – aggiunge Falsaperla, che è come un fratello. Si chiama Savvo, ma dato che anche suo fratello, quello vero, si chiama così, l’ha sempre chiamato Falsaperla e Falsaperla quando citofona o telefona gli dice Ciao, sono Falsaperla. – Che ce l’hai un’altra sigaretta? – mentre sono addossati al pilastro di una palafitta a forma di palazzo, che loro chiamano casa da ventidue anni. Altro calcinaccio si scrosta e gli cade su una spalla, imbiancandogli la giacca Enrico Poveri, un tempo nera. Falsaperla si mette in tiro anche per andare a lavoro. È convinto che oggi o domani una qualche casalinga vogliosa, come quelle dei film porno che noleggiano il venerdì sera, la trova e allora lui… ZAC le può mostrare le sue mutande firmate e i calzini che non lasciano il segno. Fino ad ora, allampanato com’è, non è che stiano in fila per lui. Nel quartiere è conosciuto come il Secco, ma lui se ne fa un vanto, perché crede di somigliare a Klint Eastwood e che in un tale film che nessuno ha visto quell’attore sia soprannominato proprio così. – E che minchia è?
Franco ride e tossisce un po’ di fumo. Ma tu le tue che fa, te le conservi per natale? E gliene passa una delle sue.
- Tanto ormai un lavoro ce l’hai.
Franco sorride. Anche tu ce l’hai.
- Sì, certo, cinquecento euro al mese per lavorare tutta la giornata, sabato compreso, senza la messa in regola, a trasportare mobili, lavatrici e frigo che pesano un quintale fino al quarto piano.
Perché se è al quinto o al sesto glieli lasciate sul pianerottolo? E ride di nuovo.
- No, ma almeno ci prendiamo venti euro in più, dieci io e dieci quell’altro.

[continua...]

venerdì 18 febbraio 2011

Sole, mare e bella gente - p 3 - cap I


Da quel momento la sua carriera era partita al galoppo, fino alla segreteria provinciale del sindacato. E quando Di Salvo era morto, aveva pianto sinceramente: quello sì che era un uomo!
In realtà, l’avevano ammazzato. Il risultato è identico, naturalmente, ma si era stretto gli attributi e aveva toccato ferro tutta la notte prima che gli arrivasse la telefonata giusta. Tutti lo conoscevano e tutti lo stimavano, non si doveva preoccupare di niente, lui. A quanto ha potuto capirne in seguito, non c’entrava niente neanche Di Salvo, poverino: era un segnale per il suo referente a Roma. Un caduto sul lavoro si può definirlo. Cosa si deve fare per campare!
Mah, acqua passata e sospira. In ogni caso oggi agli onorevoli può dare del tu e niente si muove sotto il vulcano che lui non lo sappia. Contrattazioni su appalti, il ponte, anzi Il Ponte (che non sarà mai costruito, ma su cui ci sono già abbondanti pagnotte per tutti), aziende che chiudono, che riaprono, travasi continui di dipendenti che si devono trasformare in nuove iscrizioni e in un bacino crescente di voti. Non è affatto facile al giorno d’oggi far capire alla gente con chi stare. Ai tempi di Di Salvo c’era il Partitone e la scelta era o dentro o fuori: cristallino. Si davano un paio di nomi e i giochi erano fatti.
Per fortuna che da noi c’è l’onorevole Siciliano, di nome e di fatto, che al momento di mettere la crocetta sulla scheda mette d’accordo destra e sinistra. E non c’è campagna elettorale che tenga: lui può dire andiamo da soli oppure in compagnia, vogliamo un’Europa più vicina o meno opprimente, viva l’euro abbasso l’euro che tanto i voti non fanno che aumentare perché la gente sa che è uno alla buona, proprio come Di Salvo, anche meglio. Va al mercato, stringe le mani, si ricorda di tutti e tutti sanno dov’è la sua segreteria. Ce n’è per il professore universitario e i suoi ricercatori, per il tal medico o per il professionista, come per il piccolo artigiano, il poliziotto, l’ambulante o il disoccupato. E i suoi uomini scrivono tutto sul suo registro, il dare e l’avere, proprio come un libro mastro, all’antica (senza quei macchinari infernali dei computer), che poi lo stesso Siciliano conserva in cassaforte. È praticamente un  elenco elettorale quel registro con il settanta per cento dei nomi della provincia al suo interno. Tutti hanno avuto qualche piccolo o grande favore da Siciliano e lo ringraziano rivotandolo. Che c’è di male? Solo che ci sono sempre le arpie invidiose, pronte ad accusarti.
Le mostruose creature di Russo, però, non somigliano affatto ai pennuti mitologici. Sono donne vecchie e laide, dalla lanuggine ben visibile sulle labbra, con un ventre grasso e pendulo nonostante non abbia mai ospitato prole, e una voce querula e monotona, che stranamente è in tutto simile a quella di Letizia. E interesseprivatoinattidufficio, abusodufficio, associazioneadelinquerefinalizzataacommettererea-ticontrolapubblicaamministrazione, corruzione, finanziamentoillecitoaipartiti, votodiscambio, favoreggiamento-erivelazionedisegretidufficioallamafia, concorsoesternoinassociazionemafiosa. Le megere vomitano le loro accuse, insozzando i loro stessi abiti logori di brotaglie puteolenti e lasciando sul momento delle macchie acide sul terreno. Ma il giorno dopo i loro vestiti sono ancora più malconci, mentre per terra al posto delle chiazze ci sono erbette e profumati fiori di campo.
A Russo piacciono i fiori di campo, se non si fosse capito, e odia le arpie. I gusti sono gusti.
[continua...]

mercoledì 16 febbraio 2011

Sole, mare e bella gente - p 2 - cap I


Comunque, c’est la vie! Ma a proposito di francese, come diavolo si pronuncia? Bric-ò-Brac. Quelli hanno tutto accentato alla fine, sarà forse un errore questa “o” accentata in mezzo.
- No, Signor Russo – gli dice timida la sua segretaria al passaggio. Letizia si chiama per colmo d’ironia, che più allegra di lei c’è solo Maria Antonietta prima della ghigliottina. Venticinque anni, e, anche se sono dieci più delle sue preferenze, l’aveva presa perché fresca di laurea e con un culetto e tettine niente male. Però più lui la stimola con battute salaci e più lei risponde atona landamentodelleborseprecipita, lacrisieconomicafiniràpercollassarelapiccolaim-presa, ilsindacatorispondeancorainmodoinefficace e patatì, patatà, a quel punto il suo cervello smette di ascoltarla. – “Bric-ò-brac” è un gioco di parole tra “bric-à-brac” e “brico” e si pronuncia “brikobrák”.
Mmm, grazie, Letizia. Quindi è “bríkobrak”, inserendo l’accento come cavoli a merenda, dice Russo brioso per contrastare quella becchina di Letizia che sospirando sta per allontanarsi. E sai anche se significa qualcosa?
- Beh, non con assoluta precisione, ma dato che brico è un’abbreviazione di bricolage, ovvero fatto da sé, e bric-à-brac significa “alla rinfusa”, come la roba che si tiene in soffitta o dal rigattiere e che quest’ultima ormai ha un sentore di lavanda che fa tanto vecchia Provenza, piena di angolini chic...
Lei sta continuando a parlare, ma la mente di Russo vaga già altrove. Bríkobrak, bríkobrak, abracadabra, un due e tre, agita qua, gira là, una bacchetta magica toglie i vestiti di Letizia. Il piacere di realizzare con le proprie mani… un’eco lontana come un canto di sirene. Lei si muove flessuosa eppure con sguardo infantile. La suggestione quindi di un ambiente intimo… Le sue mani gli sfiorano il viso che diventa l’incarnazione stessa dell’ebetaggine. Intimo… con l’alito di lei che sa di lavanda… ricercato… una mano delicata che gli sbottona la patta… eppure un sogno per tutti. Un sogno, sì un sogno.
- Signor Russo si sente bene? Posso andare adesso?
Ricompare il poster della campagna nuove iscrizioni, incorniciata dalla parete sindacalmente asettica, sullo sfondo della segretaria atona di sempre, fin troppo abbigliata.
Le donne basta che hanno una laurea e si sentono superiori e te lo devono fare notare. Dottoressa Chillemi, piacere! Così si era presentata Letizia al loro primo incontro. Una cosetta da niente che ancora ieri le colava il latte dalla bocca ti si mette a testa alta, a te che hai trent’anni di onorato servizio alle spalle. Ma lui l’aveva subito smontata con un “Potresti essere mia figlia. Ti dispiace se ti chiamo per nome?” e senza aspettare la replica, nonostante la piccola smorfia traditrice del labbro superiore, aveva letto sul suo CV “Letizia Chillemi, che bel nome! La tua mamma deve essere un tipo solare.” Trent’anni, mi spiego? Ne aveva dovuti seguire di onorevoli per arrivare dov’era, organizzare convegni, preparare palchi, manifestazioni sotto la pioggia a reggere l’ombrello del relatore di turno, picchetti di una noia mortale. Senza contare le innumerevoli chiacchierate inutili con disoccupati che si ostinano a scambiare il sindacato per un fottuto ufficio di collocamento. Il sindacato, dovrebbero saperlo anche i bambini, si occupa dei lavoratori, altrimenti chi li paga gli stipendi dei sindacalisti? Comunque, alla fine i suoi sforzi erano stati ripagati. L’onorevole Di Salvo si era accorto di questo giovane di buona volontà e gli aveva affidato la segreteria di un piccolo CAAF, adottandolo quasi come un figlio. Passava i fine settimana nella sua villa al mare e che villa! Tre piani, tante di quelle stanze da perdersi, un’immensa vetrata al pianterreno, piscina, palme, prato sulla falesia, discesa a mare privata con ormeggio di un piccolo yatch. Di Salvo lo stimava così tanto che era lui a occuparsi di tutti i contatti per le feste, sia quelle del partito che i festini per pochi intimi. “Pochi ma buoni” diceva buonanima. Un paio di imprenditori, due tre politici e altrettante gallinelle fresche fresche di pollaio. Buona musica, qualche drink, un po’ di coca giusto per tirarsi su dopo una settimana di duro lavoro e tante volte il biscotto lo inzuppava pure lui.
 
[continua...]

lunedì 14 febbraio 2011

Sole, mare e bella gente - p 1 - cap I


Il venti per cento di duecentocinquantasei fa, vediamo… il dieci è venticinque virgola sei che per due diventa cinquantuno virgola due. Va beh, arrotondiamo a cinquantuno, nemmeno per essere troppo fiscali… tranne che nel listone ne ho cinquantadue e allora a lasciarne uno fuori che figura ci farei.
Il listone salta fuori a forma di coniglio da un cilindro e zampettando zampettando arriva nelle mani di Vincenzo Russo. Cinquantatre anni, quadrato di pensiero, tubolare nel fisico, calvo con riporto laterale, rappresentante sindacale di professione, in aspettativa perenne dal comparto chimico-farmaceutico, detto anche per questo “plastilina man”, oltre che per le doti di duttilità decisionale sin qui dimostrate. Tsiu, tsiu, tsiu, mangia qui, mordicchia lì il roditore risulta più delle dimensioni di un canguro che di un coniglio con quei novantatre nomi dalla A di Abate alla Z si Zappalà provenienti dal fallimento e conseguente chiusura della Medipharma Sud.
E a questo punto il calcolo è semplicissimo: novantatre meno cinquantuno arriviamo a quarantadue. Nessuno avrebbe potuto rimproverargli di non aver fatto assumere anche quei quarantadue. Non sono mica bruscolini. Il sindacato in ogni caso ha già preso accordi per il venti per cento, che non è affatto poco, se si conta che il trasbordo di personale sarebbe stato dal settore chimico a quello commerciale. Un’azienda solida questa francese, filiali in tutto il mondo, altre cinque in Italia e proprio una avrebbe aperto da noi.
Il sorriso di Russo si apre a una chiostra di denti gialli e accavallati, mentre si accende una sigaretta che con perizia da equilibrista trattiene al bordo delle labbra. È passata l’epoca in cui cercava di smettere di fumare. Di giorno si era trasformato in un cammello, dal numero indicibile di gomme alla nicotica che ruminava, e di notte… eh, di notte faceva un sogno ricorrente. Le sigarette bianche e sottili gli apparivano come delle fighette implumi e lattee che danzavano e danzavano in circolo fino a strusciarglisi vicino e scomparire in una densa nebbia. Unico risultato sortito alla fine di un decennio di tentativi falliti, a parte imbarazzanti polluzioni notturne e la sua richiesta crescente di quattordicenni, è  quello di trovarsi con una volta a botte sopra l’uccello. Comunque, sorride Russo e sbuffa fumo con draconico orgoglio campanilistico. Tanto lo sanno tutti che anche se non siamo il capoluogo abbiamo due palle grosse così, il porto, l’aeroporto, la montagna, il mare. E che mare! La costa rocciosa, di ciottoli e la Plaja, che neanche a Copacabana se la sognano una spiaggia come la nostra.
Sente la vocina di un grillo parlante sulla sua spalla destra con tanto di redingote, tuba e ombrellino. Avrà seguito il coniglio/canguro? Meglio disfarsi di quel cilindro: la stanza comincia a essere sovraffollata. Russo (anche i grilli parlanti lo chiamano di cognome), Ruussoo – frinisce con le mani a imbuto contro il suo orecchio -, ma non pensi alla disoccupazione al venticinque per cento che dovrebbe essere il tuo pane quotidiano? Naaa, è un dato totalmente sopravvalutato; in quel venticinque per cento ce n’è almeno un dieci di lavoro nero, anche ben remunerato e esentasse. Russo scuote la mano vicino all’orecchio destro, mancando per poco l’insetto che salta sull’altra spalla. Sì, ma, ammesso e non concesso, il restante quindici che si vende per pochi spiccioli e diventa manovalanza della mafia?

 Il sindacalista soffia forte sulla spalla sinistra, intimando al grillo di tornare da dove sia venuto, mentre il vortice d’aria come d’incanto lo ricolloca dentro il cilindro in cui plana dolcemente grazie al provvidenziale ombrello. Quindi scompare in un PUFF!
[Versione finale della storia per tutti gli altri]
Il sindacalista con masochistico vigore arrotola un quotidiano e percuote energicamente la sua spalla sinistra, scrollando a seguire la poltiglia di resti sul pavimento.

[... continua e N.B.: l'episodio del grillo parlante l'ho utilizzato in La storia vera di un killer nano :))]

sabato 12 febbraio 2011

Progetto per un romanzo incompiuto... quando la realtà supera la finzione! - 02

E ora proseguiamo con gli altri capitoli...

cap II: Relazioni pericolose



L’assunto contrae debiti ovunque (dal gioielliere per la vera di fidanzamento, dal sarto [regala l’abito a lei], all’affitto della casa tramite prestiti da un “amico” usuraio, ai commercianti di mobili, alla macchina in affitto per il matrimonio, al locale di ricevimento, al fotografo, fiorista, viaggio di nozze, regalo agli 8 testimoni, mega regalo ai genitori di lui che nello stesso giorno festeggiano il 25° di matrimonio.

L’imprenditore contatta il tale avvocato per la vendita all’asta di terreno agricolo (svendita fallimentare), poi il politico perché lo trasformi in edificabile, poi l’avvocato del mafioso per tenerlo al corrente sul progresso dei lavori, poi i suoi uomini per tenersi pronti per la gara d’appalto (“Glielo dirò io come farla non ti preoccupare. Tu dammi l’anno di costituzione delle cooperative, presidente, amministratore etc., come sempre, e al resto ci penso io”).
Viene intervistato nel corso di un’inchiesta giornalistica su fondi europei dati a progetti mai realizzati e su terreni agricoli (e qui c’è la domanda a Caruso) che dopo essere passati nelle sue mani improvvisamente diventano edificabili.  “È soprannominato Re Mida perché pare che qualunque cosa lei tocchi si trasformi in oro”. Per gli assessori 1 e 2 al territorio era stata aperta un’inchiesta per presunte tangenti in cui era coinvolto l’avvocato di Caruso. Tra i capicantiere dell’abbattimento del ponte e costruzione di rotatoria risultava il latitante Denaro”. Primo, non so chi sia questa persona, secondo non posso conoscere tutti i miei capicantiere, terzo non è che posso chiedere la fedina penale a tutti quelli che lavorano per me. Due giorni dopo in TV l’inchiesta si concludeva con la speranza che anche la nuova azienda straniera che avrebbe installato di lì a poco il proprio punto vendita in città, grazie all’utilizzo dei fondi europei [il dirigente passa velocemente sulle sovvenzioni europee e si sofferma sulla solita frase di circostanza di tutti gli stranieri: sole, mare, bella gente… sarà come essere in vacanza]

Il sindacalista deve scegliere i suoi 51 da inserire nell’azienda. Sente il suo politico di riferimento che gli “propone” dei criteri: intanto tutti quelli iscritti al sindacato (nonsi: sono tutti iscritti), beh allora tutti quelli disposti a portarti almeno 30 voti (che per il posto di lavoro? si venderebbero pure la madre, ti pare?), aumenta a 60 voti, così in caso potremo dire di aver privilegiato le famiglie più numerose, fatti dare nomi, cognomi, numeri di telefono (e residenza… lo so, lo so) e controlliamoli, che tanto le elezioni sono tra due mesi, mentre per l’assunzione ne passeranno almeno cinque, poi cmq vedi se sono veramente motivati, come per le assunzioni Telpro (1 mese di stipendio?), sì ma stavolta il 60% va alla clinica [di sua moglie] e il resto te lo puoi tenere. (Ah, a proposito di elezioni, quest’anno al CAF mi chiedevano cos’è che volevamo dare)Va bene la solita busta con pasta, latte e caffè e, siccome siamo vicini a pasqua, anche una bella colomba… ma a quelli sicuri e per un minimo di 5 voti, che c’è crisi quest’anno

L’avvocato del mafioso sente direttamente il politico (la giunta è stata favorevoli, tutto giustificabile ed è filato liscio come l’olio) e l’imprenditore (“come intende gestire quel piccolo intoppo tecnico?” ma cosa, quella pulce con la tosse? questa giornalista non se la fila nessuno, intanto la quereliamo per sì e per no e poi già domani se lo saranno dimenticati tutti: la gente dimentica soprattutto se ci sono nuovi posti di lavoro.

L’azienda è alle prese con una burocrazia lentissima e farragginosissima. “Sa, se lei conoscesse qualcuno, magari si potrebbe velocizzare tutta la trafila” e Caruso è quel qualcuno che gli fa capire che, tramite lui avrebbe ottenuto tutte le autorizzazioni del caso in un batter d’occhio. “Una mano lava l’altra” e “bisogna ungere le ruote del carro” [Caruso parla per detti e aforismi].
Tutta una descrizione dell’iter burocratico, degli sportelli a cui bussare e della proposta per farsi corrompere.

cap III: Mezzogiorno di fuoco

Si svolge il colloquio dell’aziensa con Caruso. L’azienda riceve la telefonata dell’imprenditore locale e si incontrano. Lo conosceva già per sentito dire, sa del suo potere in città e si aspettava prima o poi questo contatto. Quello gli parla di un terreno agricolo su cui l’azienda avrebbe già potuto costruire, perché entro un anno da oggi sarebbe diventato edificabile. “E se non lo fosse diventato?” Se Caruso diceva una cosa quella era. Fiat lux et lux fuit. “In cambio?” Solo tot euro per l’appalto delle ditte costruttrici + il 60% dei lavoratori, escluso le dirigenze, naturalmente [nel frattempo il francese ripete tutte le affermazioni di Caruso, facendole diventare più pesanti e annota tutto in un taccuino]. “E le assunzioni che per legge devono essere regolate da gazzetta ufficiale e passare regolare colloquio aziendale?” Faremo tutto secondo le regole e poi sceglierete i notri… Ah, un’altra cosa, sarà nostro anche l’incarico di vigilanza dall’apertura in poi. E sì, ci piace fare le cose complete, per evitare furti, incendi, danneggiamenti. “Capisco” Non vuol sembrare una minaccia, ma, si informi pure, o l’affare si fa con noi o non si fa. “Chiarissimo”.

Nel frattempo Franco e SamantaH si sposano in pompa magna con fuochi d’artificio finali.

Colloquio dell’azienda con il sindacalista che comunica il suo 20% altrimenti niente appoggio politico e niente appoggio politico, niente terreno edificabile. “Ma il Signor Caruso…” Caruso dava per scontato il suo appoggio al sindacato, d’altro canto i nuovi assunti saranno tutti nostri iscritti, anche quelli “consigliati” da Caruso. Così il dirigente d’azienda ricomincia a ripetere tutto ciò che gli viene detto e ad appuntarlo nel taccuino: “il 20%, tutti iscritti al sindacato, la retribuzione in base all’anzianità lavorativa pregressa, due dirigenti? Ma il settore lavorativo è completamente diverso.” Qui siamo gente che si adatta facilmente.
 
 cap IV: Fin

Franco e SamantaH discutono di progetti per il futuro: lui farà un po’ di straordinario fino alla nascita del figlio in modo da poter ripagare i prestiti e poi avrebbero comprato una macchina (per ora hanno solo uno scooter), una grande perché di figli ce ne vogliono almeno tre o quattro, la casa dei loro sogni…
Stanno mangiando con la TV accesa, quando il telegiornale di un’emittente locale comunica che l’azienda Taldei tali che avrebbe dovuto aprire i battenti di lì a qualche mese rinunciava per insufficienza di fondi per l’investimento.
Così con questa formula brutale che comincia a ingrandirsi e ingigantirsi fino a diventare una bestia feroce nella testa di Franco, mentre la moglie gli strilla sotto a pensieri una raffica di domande che lui nemmeno capisce e mentre il telefono comincia a trillare incessantemente, si chiude il romanzo.

Nel prossimo post seguirà la stesura dei primi capitoli... continuate la lettura ;)

venerdì 11 febbraio 2011

Progetto per un romanzo incompiuto... quando la realtà supera la finzione! - 01

Già, è proprio il caso di dirlo!
Il 1° febbraio scorso al TG La7 delle 20:00 sento la seguente notizia sull'IKEA e i suoi pessimi rapporti con Lombardo e ho un immediato sobbalzo.
- Sembra né più né meno la trama del mio romanzo incompiuto Sole mare e bella gente! - mi dico.

Questa è, infatti, la bozza su cui stavo lavorando, così giudicherete voi stessi ;)


Affresco collettivo surreale alla Kusturica.
Un’azienda internazionale vuole aprire nel sud Italia, allettata da un incentivo europeo per le regioni poco sviluppate: per 5 anni niente contributi per i dipendenti. Grazie a questo specchietto per le allodole, tra lacci e lacciuoli burocratici, si trova invischiata in esose richieste del sindacato e della mafia. Tavoli di contrattazioni, colloqui di lavoro veri e presunti, sedi di partito diventate agenzie di collocamento, pacchetti di voti “contabilizzati” con tanto di registri e “ragionieri” elettorali. Tanto tutti tireranno la corda che l’impegno dell’azienda verrà meno e preferirà non iniziare i lavori.
Il punto di vista deve essere multiplo:
- il mediatore straniero (François Grillo) 
- il sindacalista (Vincenzo Russo)
- l’avvocato del mafioso (Salvo Lauricella)
- l’imprenditore mediatore del posto (Caruso)
- il presunto futuro assunto (Francesco)


I cap: Il teorema del delirio


5 paragrafi che cominciano con i calcoli:
1) Sindacalista: sul numero di assunti che potrà inserire salvando qualcuno di quelli di un’azienda che ha chiuso, non per interesse nei confronti dei lavoratori, quanto piuttosto del sindacato che gli ha imposto questi numeri o cmq solo per salvare la faccia e il proprio tornaconto.
2) Il presunto assunto “spende” mentalmente (e poi lo farà letteralmente) per il proprio matrimonio i soldi che non ha. Ha messo incinta una ragazzina di 15 anni e vuole fare le cose in grande.
3) L’imprenditore calcola il suo guadagno da mediatore ed appaltatore, nonché i tempi e i contatti.
4) L’avvocato del mafioso (il personaggio del mafioso rimarrà sempre senza volto e senza parola diretta, un’ombra inquietante sulla scena) parla con l’imprenditore: la mafia avrà dentro uomini, appalti di costruzione e pizzo.
5) L’azienda ha per fine il guadagno, ma anche il prestigio della capillarità sul territorio, qd è disposta ad un guadagno anche modesto.


E ora vi anticipo, per notare subito il confronto con il servizio giornalistico, la prima accoglienza di Caruso, il portavoce politico della mafia, a Philippe Grillo, il referente nazionale della multinazionale che aveva intenzione di porre una sua sede a Catania:

Comunque questo signor Nessunomischiatoconniente non deve essere frocio completo (solo la metà francese), visto che ha capito come vanno le cose da queste parti. Ha telefonato quasi subito al “segretario particolare” (proprio così ha chiamato Turi, che ha pensato “e chi cazzo sarebbe ’sto segretario particolare?” e poi ha chiesto a Caruso “ma che mi devo offendere per ’sto particolare?”) del signor Caruso per organizzare un “abboccamento” (così parla il frocetto, come un libro stampato) e quel “quasi” gli è costato quattro settimane di attesa, perché occhio per occhi e dente per dentiera. 

Continuerò a puntate il resto della bozza e dei primi capitoli... seguitemi :)

domenica 2 gennaio 2011

Narratori nella trilogia "Genius"

La trilogia di fantascienza Genius, pur coerente nel racconto dei tre progetti genius, sviluppando la storia della Terra dal 2092 al 2389, è molto diversa dal punto di vista stilistico.
La ragione è presto spiegata. Il mio registro formale è stato dettato dalla scelta del protagonista e dalla conseguente acquisizione del suo punto di vista.

In particolare, in Genius_01 il protagonista è Abraham Cohen, un commissario violento, spesso fuori dai limiti della legalità e con un grave problema di dipendenza da un farmaco/droga. Il linguaggio, che naturalmente ne è nato, è rapido, asciutto, paratattico, tutto azione, punteggiato talvolta dalle visioni oniriche di Cohen, in preda alle sue reazioni patologiche.
Il personaggio principale di Genius_02 è il colonnello Isaac, molto riflessivo, per nulla aggressivo, al limite del timido nei confronti delle relazioni interpersonali, uno che si propone come eterno secondo, in gamba, ma con ambizioni limitate. Il ritmo di questo secondo romanzo è, perciò, molto più riposato, meditativo; il linguaggio si raffina e si ingorga nell'ipotassi. Tutto si sfuma, come nei pensieri di "Zac", e la verità finale risulterà meno netta e totalmente paradossale.
In Genius_03, le cose si sfaccettano ulteriormente. La storia è raccontata dal punto di vista da un lato di un giovane sciocco e inconcludente, dall'altro di una donna vessata dalla società, dominata psicologicamente dal marito e profondamente travagliata nella sua "maternità". Di qui ne deriverà un mix di stacchetti comico-surreali e di introspezione psicologica. Se si cerca l'epico, in quest'ultimo romanzo si resterà delusi, perché volutamente ho creato dei personaggi in cui il lettore non può compenetrarsi, per l'eccessiva inettitudine o la fragilità emotiva. C'è al contrario la variazione continua di prospettiva, di voci, di stati d'animo.

Be', ora, al di là delle mie motivazioni, sta a voi lettori giudicare il risultato...
Quindi, buona lettura su litenet (i primi capitoli sono scaricabili gratuitamente), su Lafeltrinelli (l'ebook a € 4,80) o presso la vostra libreria di fiducia!