Capitolo II
Essere risucchiato attraverso gli spazi siderali, lungo la linea del tempo, mentre ti trovi in piena digestione, non è quella che definirei una bella esperienza. Ma non ho mai avuto altra scelta: quando Lui mi vuole aspira la mia quintessenza presso di Sé. L’Onnipotente, l’Onnisciente, l’Alfa e l’Omega, Colui che tutto muove, il Creatore, l’Assoluto, il Signore dell’Universo, il Tutto. Quel che mi lascia perplesso è perché, con tanti sfondi mentali di cui potrebbe dotarsi per la sua umile creatura – non matura per la visione del centro del creato -, si ostini ad ambientare i nostri incontri in questa specie di immondo intestino crasso. Anche se, la risata, che mi accoglie ogni volta, al vedermi impantanato tra queste pareti escrementizie, mi fa sorgere più di qualche sospetto.
Il silenzio tutt’intorno a me disattende, però, le mie aspettative. Rimango immobile, scettico sul da farsi finché vedo il suo profilo protendersi enorme dalla superficie del budello di fronte a me, come un rosso altorilievo maculato di feci. Non è in gran forma o quantomeno ostenta di non esserlo, con quell’espressione tra il triste e l’annoiato, che gli conosco fin troppo bene. Non prelude a nulla di buono. E io che dovevo chiedergli un favore... non è proprio il momento giusto.
- So già tutto, naturalmente – pronuncia a labbra serrate con l’aria disgustata -, ma tu chiedimelo lo stesso.
- Sì, anche a me fa molto piacere rivederti. Che bella sorpresa che mi hai fatto! – gli dico stizzito per la sua mancanza di garbo. Sarà pure Chi sarà, ma che modi!
- Piantala, Belzebù, non è il momento di pensare all’etichetta e ringrazia che ti ho dato udienza, nonostante il mio umore odierno.
Sa benissimo quanto mi faccia imbestialire quel nome. “Signore delle mosche” ci sarà Lui, visto il luogo dove predilige mostrarsi. Sì, sì, lo so che stai leggendo i miei pensieri; l’ho fatto apposta, cosa credi!
- D’accordo, d’accordo. Preferisci Asmodeus, Astarte, Azazél, Belfagor, Dagon, Lilith, Mammona, Mefistofele, Moloch o Samael? Quanto la fai lunga, figlio mio.
- E va bene: avrei bisogno dell’eterna giovinezza per Maria-Elena. Sei contento?
Il suo volto si grinza come in preda a un conato, apre le fauci gocciolanti merda e se le lecca: - Non posso mica concedere l’immortalità a tutte le cocotte di cui ti invaghisci. E so che stai per dire che stavolta è diverso, che lei ti capisce, che non è solo bellissima, che sarà la tua compagna per il resto del tempo e che non te ne stancherai mai…
Lo interrompo, tentando l’arma della seduzione: - Tra un poco cadrà il tuo compleanno e ho in cantiere un regalo veramente speciale. – sorrido ammiccante; in fondo, sono sempre la sua prima creatura senziente e dovrà pure contare qualcosa.
- Lo dici tutti gli anni e poi è la solita solfa… facendo eccezione per l’Inganno Originale.
Già, penso davvero di aver superato me stesso in quell’occasione. Ne è passato di tempo, però rimane la mia trovata migliore, quella che fa la differenza tra un colpo di fortuna e uno da maestro.
...continua
...continua
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