La mia "Storia vera di un killer nano", per la quale sono entrata tra gli autori Nabu Internazionale è tra i romanzi segnalati dalla XXV edizione del Premio Italo Calvino.
Spero di farvelo conoscere presto :))
Spero di farvelo conoscere presto :))
Intanto, ve ne offro un piccolo assaggio dal Capitolo I: il bottone
Immagino che
tutto sia cominciato per un bottone, un bottone di madreperla, ma pur sempre di
semplice fattura, che ora giace in una scatola metallica, un bottone classificato
con un nome e la data.
- Manca un
bottone… dalla giacca di mio marito manca un bottone. - dice la vedova Alberghina.
Bella donna,
alta, sulla quarantina, forzatamente tirata a lucido, come a dimostrare che è
ancora padrona di sé, nonostante l’accaduto. Una che non chiede mai aiuto, che
non piange di fronte agli estranei, che ha un decoro da mantenere.
La voce, però,
tradisce la stanchezza di una notte di veglia: - L’avevo già detto ieri
all’ispettore, ma sono sicura che non ha nemmeno verbalizzato la mia
deposizione. È per questo che sono qui, commissario.
In realtà, l’ispettore
Maugeri l’ha riportato quel particolare, perché Maugeri scrive tutto, anche le
cose inutili, ma è proprio il commissario Bentivegna ad averlo scartato mentalmente,
come si getta uno scomodo sassolino da una scarpa.
- Suo marito è morto, ha ecchimosi su tutto il
corpo e una spalla fuori sede per la caduta – pensa – che differenza dovrebbe fare se manca anche un bottone dal vestito?
- Conoscevo
suo marito personalmente, Signora Alberghina, la prego di accettare le mie…
Si affretta ad
alzarsi per far accomodare la signora. Gli sfugge uno sguardo interrogativo tra
le pieghe della commozione. Lei lo sovrasta di un palmo e una curiosità morbosa
lo spinge a osservarle i piedi, dove spera di trovare un rassicurante tacco
dodici. Ma il suo amor proprio deve rassegnarsi a delle scarpe a ballerina e
all’inferiorità del proprio metro e settanta. È una piccola civetteria la sua,
sa per il resto di essere un uomo piacente: capelli folti e bruni, occhi
cerulei, una corporatura muscolosa e snella. Quella dell’altezza, tuttavia,
rimane una sua fisima. Così si acuisce il suo fastidio, quando inaspettatamente
la vedova si divincola brusca a un impacciato tentativo di stringerle la mano, rimanendo
all’in piedi.
