La saga di fantascienza Genius ha trovato un editore! Qui di seguito troverete anche i primi capitoli dei tre romanzi.

Che minchione le formiche! è il mio ultimo romanzo, che potrete leggere qui di seguito, pubblicato sul mio blog poche pagine per volta, partendo dal post intitolato I miei romanzi e proseguendo in sequenza progressiva con i vari capitoli e le loro parti (es.: Che minchione le formiche! I-2p, I-3p...).

Buona lettura!

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mercoledì 23 febbraio 2011

Sole, mare e bella gente - p 5 - cap I

Π Il teorema del delirio - Il pellegrino (II parte)


Con chi sei, sempre con Giaquinta? Era un amico loro dei tempi della scuola, un po’ ritardato, ma con la forza di un toro.
- Forse rientra tra due settimane. Si è rotto un piede tre settimane fa, perché gli è scivolato un cesso…
Un cesso? Ridono entrambi e tossiscono fumo.
- Sì, un cesso, ma lui non è che l’ha detto subito, sai com’è Giaquinta. Appena siamo arrivati al terzo piano dalla cliente e stavamo riscendendo con l’ascensore ha iniziato a brontolare Bo, bo, bo, mi sono fotto mole. Aveva un piede così. Anzi il titolare è stato bravo, l’ha accompagnato all’ospedale e gli ha dato cinquanta euro. Chiamalo scemo! Cinquanta euro per stare con il piede su un cuscino a guardarsi la televisione. Quasi quasi me lo rompo pure io.
Magari dopo il matrimonio, perché se no nelle foto vieni con il piede ingessato!
- Ma restate a casa, qui? – e lo dice come chi, se potesse, se ne sarebbe già andato da un pezzo, non tanto per l’allaccio abusivo alla rete elettrica e idrica (tutto sommato è un rimborso dovuto per gente del loro reddito e poi anche la casa è stata occupata abusivamente, quindi cosa più cosa meno…), né per l’intonaco scrostato o i fori in alcune pareti dell’androne (creano dei decori niente male che stimolano la fantasia e aprono nuove prospettive) e neppure per il lancio dei rifiuti dai balconi (un sistema aereodinamico con un pratico smaltimento incendiario a seguire: come essere sempre ai falò ferragostani), quanto per la fogna a cielo aperto. Un fiume di liquami dalla puzza che ti si attacca addosso come un alito di morte e si gonfia e ti bussa alla porta con le  piogge invernali. TOC TOC. Chi è? Sono la tua merda, aprimi, tanto entro lo stesso dalle fessure del portone, eh, eh! Quando sono andati tutti compatti a chiedere giustizia al Comune, poco mancava che al rientro li precedessero i carabinieri per procedere allo sfratto coatto, ma li hanno battuti sul tempo, quei cornuti. Si sono barricati in casa e buona sera.
Non lo so, Falsaperla, non lo so ancora.
- Secondo me nei ventimila ci stai dentro anche per un affitto e meglio ancora ti fai fare un mutuo dallo Zio. Quello come ti ha trovato il lavoro, ti trova la casa. Alla moglie c’ha pensato tu, se no anche la moglie ti trovava. – ridono.
Eh, sì, la moglie se l’era trovata o meglio era il bambino che gliel’aveva trovata, perché Samanta-H (con l’acca aspirata, gli aveva detto la prima volta che si erano conosciuti), quindici anni e il più bel paio di tette iscritto al secondo anno di un corso professionale per estetista barra parrucchiera, Samanta-H che lo chiama Fra’ e lo fa sentire tanto più esotico di Franco, Samanta-H che sogna di andare a Parigi perché sta studiando francese e sa dire “bongiur” e “bonsuar”, Samanta-H, sua da quasi cinque mesi, ha appena scoperto di aspettare un bambino.
Essendo Franco alias Fra’ completamente al verde e lavorando attualmente come commesso di certi cinesi al mercato storico, la “Fera o lune” (= il mercato del lunedì; aperto dal lunedì al sabato, compreso), per trecento euro al mese, aveva optato in un primo momento per la vecchia soluzione fugaromantica = senzaspesematrimoniali + bambinoincluso. Aveva invece deciso di andare a parlare con lo Zio, dopo averne discusso con Falsaperla, che, quando le cose si erano risolte nel modo seguente, aveva sentenziato come poi per il piede di Giaquinta “Chiamalo scemo!”, quasi quasi la metteva incinta pure lui una ragazza.
[continua...]

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