La saga di fantascienza Genius ha trovato un editore! Qui di seguito troverete anche i primi capitoli dei tre romanzi.

Che minchione le formiche! è il mio ultimo romanzo, che potrete leggere qui di seguito, pubblicato sul mio blog poche pagine per volta, partendo dal post intitolato I miei romanzi e proseguendo in sequenza progressiva con i vari capitoli e le loro parti (es.: Che minchione le formiche! I-2p, I-3p...).

Buona lettura!

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venerdì 18 febbraio 2011

Sole, mare e bella gente - p 3 - cap I


Da quel momento la sua carriera era partita al galoppo, fino alla segreteria provinciale del sindacato. E quando Di Salvo era morto, aveva pianto sinceramente: quello sì che era un uomo!
In realtà, l’avevano ammazzato. Il risultato è identico, naturalmente, ma si era stretto gli attributi e aveva toccato ferro tutta la notte prima che gli arrivasse la telefonata giusta. Tutti lo conoscevano e tutti lo stimavano, non si doveva preoccupare di niente, lui. A quanto ha potuto capirne in seguito, non c’entrava niente neanche Di Salvo, poverino: era un segnale per il suo referente a Roma. Un caduto sul lavoro si può definirlo. Cosa si deve fare per campare!
Mah, acqua passata e sospira. In ogni caso oggi agli onorevoli può dare del tu e niente si muove sotto il vulcano che lui non lo sappia. Contrattazioni su appalti, il ponte, anzi Il Ponte (che non sarà mai costruito, ma su cui ci sono già abbondanti pagnotte per tutti), aziende che chiudono, che riaprono, travasi continui di dipendenti che si devono trasformare in nuove iscrizioni e in un bacino crescente di voti. Non è affatto facile al giorno d’oggi far capire alla gente con chi stare. Ai tempi di Di Salvo c’era il Partitone e la scelta era o dentro o fuori: cristallino. Si davano un paio di nomi e i giochi erano fatti.
Per fortuna che da noi c’è l’onorevole Siciliano, di nome e di fatto, che al momento di mettere la crocetta sulla scheda mette d’accordo destra e sinistra. E non c’è campagna elettorale che tenga: lui può dire andiamo da soli oppure in compagnia, vogliamo un’Europa più vicina o meno opprimente, viva l’euro abbasso l’euro che tanto i voti non fanno che aumentare perché la gente sa che è uno alla buona, proprio come Di Salvo, anche meglio. Va al mercato, stringe le mani, si ricorda di tutti e tutti sanno dov’è la sua segreteria. Ce n’è per il professore universitario e i suoi ricercatori, per il tal medico o per il professionista, come per il piccolo artigiano, il poliziotto, l’ambulante o il disoccupato. E i suoi uomini scrivono tutto sul suo registro, il dare e l’avere, proprio come un libro mastro, all’antica (senza quei macchinari infernali dei computer), che poi lo stesso Siciliano conserva in cassaforte. È praticamente un  elenco elettorale quel registro con il settanta per cento dei nomi della provincia al suo interno. Tutti hanno avuto qualche piccolo o grande favore da Siciliano e lo ringraziano rivotandolo. Che c’è di male? Solo che ci sono sempre le arpie invidiose, pronte ad accusarti.
Le mostruose creature di Russo, però, non somigliano affatto ai pennuti mitologici. Sono donne vecchie e laide, dalla lanuggine ben visibile sulle labbra, con un ventre grasso e pendulo nonostante non abbia mai ospitato prole, e una voce querula e monotona, che stranamente è in tutto simile a quella di Letizia. E interesseprivatoinattidufficio, abusodufficio, associazioneadelinquerefinalizzataacommettererea-ticontrolapubblicaamministrazione, corruzione, finanziamentoillecitoaipartiti, votodiscambio, favoreggiamento-erivelazionedisegretidufficioallamafia, concorsoesternoinassociazionemafiosa. Le megere vomitano le loro accuse, insozzando i loro stessi abiti logori di brotaglie puteolenti e lasciando sul momento delle macchie acide sul terreno. Ma il giorno dopo i loro vestiti sono ancora più malconci, mentre per terra al posto delle chiazze ci sono erbette e profumati fiori di campo.
A Russo piacciono i fiori di campo, se non si fosse capito, e odia le arpie. I gusti sono gusti.
[continua...]

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