La saga di fantascienza Genius ha trovato un editore! Qui di seguito troverete anche i primi capitoli dei tre romanzi.

Che minchione le formiche! è il mio ultimo romanzo, che potrete leggere qui di seguito, pubblicato sul mio blog poche pagine per volta, partendo dal post intitolato I miei romanzi e proseguendo in sequenza progressiva con i vari capitoli e le loro parti (es.: Che minchione le formiche! I-2p, I-3p...).

Buona lettura!

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lunedì 14 febbraio 2011

Sole, mare e bella gente - p 1 - cap I


Il venti per cento di duecentocinquantasei fa, vediamo… il dieci è venticinque virgola sei che per due diventa cinquantuno virgola due. Va beh, arrotondiamo a cinquantuno, nemmeno per essere troppo fiscali… tranne che nel listone ne ho cinquantadue e allora a lasciarne uno fuori che figura ci farei.
Il listone salta fuori a forma di coniglio da un cilindro e zampettando zampettando arriva nelle mani di Vincenzo Russo. Cinquantatre anni, quadrato di pensiero, tubolare nel fisico, calvo con riporto laterale, rappresentante sindacale di professione, in aspettativa perenne dal comparto chimico-farmaceutico, detto anche per questo “plastilina man”, oltre che per le doti di duttilità decisionale sin qui dimostrate. Tsiu, tsiu, tsiu, mangia qui, mordicchia lì il roditore risulta più delle dimensioni di un canguro che di un coniglio con quei novantatre nomi dalla A di Abate alla Z si Zappalà provenienti dal fallimento e conseguente chiusura della Medipharma Sud.
E a questo punto il calcolo è semplicissimo: novantatre meno cinquantuno arriviamo a quarantadue. Nessuno avrebbe potuto rimproverargli di non aver fatto assumere anche quei quarantadue. Non sono mica bruscolini. Il sindacato in ogni caso ha già preso accordi per il venti per cento, che non è affatto poco, se si conta che il trasbordo di personale sarebbe stato dal settore chimico a quello commerciale. Un’azienda solida questa francese, filiali in tutto il mondo, altre cinque in Italia e proprio una avrebbe aperto da noi.
Il sorriso di Russo si apre a una chiostra di denti gialli e accavallati, mentre si accende una sigaretta che con perizia da equilibrista trattiene al bordo delle labbra. È passata l’epoca in cui cercava di smettere di fumare. Di giorno si era trasformato in un cammello, dal numero indicibile di gomme alla nicotica che ruminava, e di notte… eh, di notte faceva un sogno ricorrente. Le sigarette bianche e sottili gli apparivano come delle fighette implumi e lattee che danzavano e danzavano in circolo fino a strusciarglisi vicino e scomparire in una densa nebbia. Unico risultato sortito alla fine di un decennio di tentativi falliti, a parte imbarazzanti polluzioni notturne e la sua richiesta crescente di quattordicenni, è  quello di trovarsi con una volta a botte sopra l’uccello. Comunque, sorride Russo e sbuffa fumo con draconico orgoglio campanilistico. Tanto lo sanno tutti che anche se non siamo il capoluogo abbiamo due palle grosse così, il porto, l’aeroporto, la montagna, il mare. E che mare! La costa rocciosa, di ciottoli e la Plaja, che neanche a Copacabana se la sognano una spiaggia come la nostra.
Sente la vocina di un grillo parlante sulla sua spalla destra con tanto di redingote, tuba e ombrellino. Avrà seguito il coniglio/canguro? Meglio disfarsi di quel cilindro: la stanza comincia a essere sovraffollata. Russo (anche i grilli parlanti lo chiamano di cognome), Ruussoo – frinisce con le mani a imbuto contro il suo orecchio -, ma non pensi alla disoccupazione al venticinque per cento che dovrebbe essere il tuo pane quotidiano? Naaa, è un dato totalmente sopravvalutato; in quel venticinque per cento ce n’è almeno un dieci di lavoro nero, anche ben remunerato e esentasse. Russo scuote la mano vicino all’orecchio destro, mancando per poco l’insetto che salta sull’altra spalla. Sì, ma, ammesso e non concesso, il restante quindici che si vende per pochi spiccioli e diventa manovalanza della mafia?

 Il sindacalista soffia forte sulla spalla sinistra, intimando al grillo di tornare da dove sia venuto, mentre il vortice d’aria come d’incanto lo ricolloca dentro il cilindro in cui plana dolcemente grazie al provvidenziale ombrello. Quindi scompare in un PUFF!
[Versione finale della storia per tutti gli altri]
Il sindacalista con masochistico vigore arrotola un quotidiano e percuote energicamente la sua spalla sinistra, scrollando a seguire la poltiglia di resti sul pavimento.

[... continua e N.B.: l'episodio del grillo parlante l'ho utilizzato in La storia vera di un killer nano :))]

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