La saga di fantascienza Genius ha trovato un editore! Qui di seguito troverete anche i primi capitoli dei tre romanzi.

Che minchione le formiche! è il mio ultimo romanzo, che potrete leggere qui di seguito, pubblicato sul mio blog poche pagine per volta, partendo dal post intitolato I miei romanzi e proseguendo in sequenza progressiva con i vari capitoli e le loro parti (es.: Che minchione le formiche! I-2p, I-3p...).

Buona lettura!

Genius_01

Genius_01
Genius_01 - ebook in vendita su Simplicissimus.it

giovedì 11 novembre 2010

Genius_01 - cap I 1p

 PARTE PRIMA
1° maggio, Ginevra

Cominciò a sentirla muovere per la stanza.
– Che ore sono? – le chiese più per curiosità che perché avesse intenzione d’alzarsi.
- Non preoccuparti, dormi. Sono appena le sei… colpa del jet lag. – rispose lei con un filo di voce, per non disturbarlo più di quanto avesse già fatto.
Continuò poi le sue attività, di sistemazione del suo bagaglio, gli parve di sentire. Infine entrò in bagno. Lo scroscio della doccia, lento e regolare, come una nenia irresistibile.
Le labbra di Sarah si poggiarono lievemente alle sue e in un sussurro gli giunse all’orecchio: - Torno presto, amore mio.
Quando fu uscita, Abraham sollevò appena un attimo lo sguardo al display della stanza: h 08:03. Era ancora presto. Nessun timing da rispettare. Sentiva ancora un lieve mal di testa. Il braccio destro ripiegato sulla fronte, per il conforto di una certa pressione, e decise di rimettersi a dormire. Sarah era su un prato, scalza, con un prendisole giallo a fiori bianchi. Portava i capelli sciolti sulle spalle e gli sorrideva, con la sua freschezza di sempre. Incominciò a ballare. Sembrava una danza africana, di quelle cadenzate dal ritmo dei tamburi. Ondeggiava la testa in avanti e poi indietro, accompagnando il gesto con l’arcuarsi della schiena e delle braccia. Le gambe sembravano invece avere vita a sé stante. Giravano e giravano sempre più vorticosamente e lontano da lui. Fece per alzarsi e andarla a raggiungere, ma ebbe l’impressione di una completa paralisi. Fu preso da un’ansia crescente. Il vestito e il corpo di Sarah diventarono una macchia gialla che si allontanava. Solo allora Abraham si accorse del reale pericolo che correva. Vi era un precipizio verso dove lei si stava dirigendo alla cieca. Tentò ancora di muoversi, ma le sue membra erano intorpidite, pesanti, poté mettersi solo carponi e avanzare ad una lentezza esasperante. Sarah era ormai sull’orlo del burrone. Le sue orbite sembravano cave e il suo volto triste. Lui, in preda al terrore, aprì la bocca, non ne uscì nessun grido.
Si svegliò di botto, ansimante e madido di sudore. Erano le dieci in punto, lei era fuori al corteo, lui stava solo sognando e lei era fuori al corteo.

[continua...]

Nessun commento:

Posta un commento