[continua dal post precedente]
E capisco solo adesso perché tu mi abbia tolto la lungimiranza, con l’insulsa scusa di una competizione con Oreste, per non sentire i miei lamenti, le mie preghiere, per non avere ripensamenti su una decisione definitiva. Sapevi che ti avrei potuto convincere a tornare indietro e tu non volevi. Ancora e sempre il tuo volere. Cos’hai detto prima di lasciarmi andare? La donna vivrà col suo aspetto attuale fino alla fine della Terra… del sistema solare, se preferisci, dell’intero universo. Ah, ah, ah, ah, sai essere splendido persino in questo istante. Che bel cielo, però, visto da qui, vero, Maria-Elena? Tutti quei fari luminosi persi nell’oscurità – non voglio smettere di parlare, è troppo presto, in questa notte… -, la magia di coglierne mitologiche creature celesti – non posso cessare di pensare, è un dolore insopportabile, tutto diventa talmente inutile -, gli arcani influssi sull’essere e il divenire, il loro mistero respirato da Erato e Urania – la vanità di sentirsi indispensabili e insostituibili, la cognizione infantile che nulla esista dopo di te -, quella testimonianza e prova dell’immensità del creato, divine ispiratrici del languore di naufragio – con quanta paura si affronta l’inconoscibile! Ah, poter godere ancora e poi ancora della loro vaghezza imperscrutabile… -, con l’illusione che siano infinite ed eterne, le stelle.
... continua
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