La saga di fantascienza Genius ha trovato un editore! Qui di seguito troverete anche i primi capitoli dei tre romanzi.

Che minchione le formiche! è il mio ultimo romanzo, che potrete leggere qui di seguito, pubblicato sul mio blog poche pagine per volta, partendo dal post intitolato I miei romanzi e proseguendo in sequenza progressiva con i vari capitoli e le loro parti (es.: Che minchione le formiche! I-2p, I-3p...).

Buona lettura!

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domenica 11 luglio 2010

Che minchione le formiche! - III - 9p

[contiua dal post precedente]

- E ora a voi tre, désolée, les enfants!
Pino, da bambino sorridente viene trasformato in Piagnisteo, ad Agata si scioglie la graziosa codina e invece della dolce ragazzina col suo semplice vestitino a salopette di lana scozzese sopra spessi collant marroni compare A ’ngrasciata, infine il posato, garbato, sereno ragazzo di quasi quattordici anni ritorna a essere il nostro Savvo.
Il dialogo seguente è un po’ la mia ricostruzione nuda e cruda, anche se priva del colore locale, di quel pranzo in famiglia:
- Savvo, fai sedere tuo fratello. – dice la madre con voce roca e ancora assonnata.
La televisione a tutto volume proietta le immagini di perfetti sconosciuti che spiattellano la loro vita urlandosi insulti reciproci e volgarità.
- ’Ngrasciata, fai sedere Pinù. – Savvo rimbalza alla sorella.
- Non chiamare tua sorella in quel modo, imbecille! – il rimprovero paterno arriva contemporaneamente a uno sganassone assestato in piena faccia.
Risata della sorella in sottofondo e pianto sempre più isterico di Piagnisteo, mentre Savvo lo costringe a sedersi accanto alla madre. I piatti di spaghetti al pomodoro finalmente vengono serviti.
- Agata, prendimi la birra, ché quella stronza di tua madre lo fa apposta a scordarsela. – aggiunge ancora il padre – E, tu, fai smettere quella lagna di tuo figlio una buona volta!
Adesso Piagnisteo è a terra che sbatte braccia e gambe, diventando quasi cianotico per lo sforzo di urlare.
- È anche tuo figlio. – risponde la madre con la stessa aria sonnolenta e priva di tono, mentre si china a sollevare il bambino da terra e lo inizia a picchiare vigorosamente, ripetendo all’ossessione – Stai zitto.
- Questo è tutto da dimostrare. – e fa l’occhiolino a Savvo che guarda in cagnesco sua madre; poi cambiando bruscamente discorso – Questa pasta è una colla e la birra è calda. Alla mensa della prigione si mangiava meglio. Ma tu guarda se un uomo deve stare ai domiciliari in questa condizione: senza poter uscire, senza un cazzo di divano comodo, senza riscaldamento, con sto cazzo di bambino che urla tutto il santo giorno. E tua moglie che fa, sta puttana? Ti dà la birra calda e una pasta molle come le sue tette. Si mangiava meglio in prigione, si mangiava.
- E perché non ci torni allora? – gli dice la moglie acida e rauca, quasi sottovoce, dopo essere finalmente riuscita a quietare il piccolo.
- COSA? – urla il marito e la afferra improvvisamente per i capelli.
Piagnisteo ricomincia a gridare con quanto fiato ha in gola, Savvo e A ’ngrasciata con scatto felino abbandonano il tavolo acquattandosi alle pareti.
- COS’HAI DETTO, PUTTANA, CHE MI VUOI IN PRIGIONE? E IO CI TORNO, STA’ TRANQUILLA CHE CI TORNO. SEMPRE MEGLIO DI QUI. MA PRIMA TI AMMAZZO. SÌ, TI AMMAZZO. COSÌ CI TORNO PER UN BUON MOTIVO, CI TORNO.
Savvo e A ’ngrasciata sgattaiolano fuori perdendosi il resto dello spettacolo.
Peccato per la frutta che non sono riusciti a mangiare. Ai ragazzi fa bene la frutta: è ricca di vitamine e sali minerali, sostanze nutritive alla base di una sana alimentazione, soprattutto in una fase di crescita tanto delicata come l’adolescenza.
E (parola del vostro amichevole guardone di quartiere) sono tutti lì, nel parcheggio vicino alla scuola, i nostri impavidi: Iaffio, Nino, Iancelo, LICANTRO; tranne Macco che arriva dinoccolato poco dopo i due fratelli. Si scambiano una pacca sulla spalla con i sopraggiunti, ma quando viene la volta di Iancelo si fanno letteralmente prendere un po’ la mano, tartassandolo a turno di colpi non proprio gentili. Poi qualcuno deve rivolgere le proprie attenzioni su A ’ngrasciata, dato che la vedo stringere i pugni e stirare il collo in avanti come un galletto lanciato all’attacco. Dopo di che tutti ridono, a parte la ragazzina, e Savvo le indirizza un affettuoso arrivederci con la punta delle sue scarpe. Lei prima volta i tacchi, poi si rigira urlando qualcosa con l’aria ancora più stizzita, quindi scappa quando nota un tentativo da parte del fratello di afferrarla. Ancora risate generali. 

... continua

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