La saga di fantascienza Genius ha trovato un editore! Qui di seguito troverete anche i primi capitoli dei tre romanzi.

Che minchione le formiche! è il mio ultimo romanzo, che potrete leggere qui di seguito, pubblicato sul mio blog poche pagine per volta, partendo dal post intitolato I miei romanzi e proseguendo in sequenza progressiva con i vari capitoli e le loro parti (es.: Che minchione le formiche! I-2p, I-3p...).

Buona lettura!

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martedì 6 luglio 2010

Che minchione le formiche! III-6p

[continua dal post precedente]

Alleluia! Il miracolo si è finalmente compiuto. Non sono certo tutti pensieri coerenti e c’è anche parecchio da eliminare, reinterpretare, immaginare – per fortuna nessuna di queste capacità mi fa difetto -, ma nell’insieme ne vien fuori un discorsetto che è la fine del mondo e che vi riporto proprio come se stessi sbobinando una registrazione per un tribunale:


NASTRO N. 1
H 09:13, all’interno della scuola media ---------- di Catania, classe --------, dove Savvo è entrato alle h 08:45, sgranocchiando una qualche merenda e sghignazzando.
(Forse in risposta alla domanda: - Cos’hai fatto ieri invece di studiare?)
SAVVO: - Professoressa – le faccio, mentre gli altri stanno zitti zitti ad ascoltarmi, e capisco che sono il loro divo, meglio di quelli della televisione, perché io sono qui in carne e ossa; e allora mi preparo per spararla grossa, che poi tanto è tutto vero -, ho sturato bottiglie.
PROF: - In che senso? – quella mi guarda con quell’espressione di malo sangue che hanno tutte queste che calano da Catania.
SAVVO: - Nel senso che ho sturato bottiglie. – mi metto a ridere e anche tutti gli altri ridono, anche Samantha, che si agita avanti e indietro, facendo smuovere le sue minnuzze. Che sangue che mi fa! Ma sono sicuro che nessuno di loro, neppure quella bestia della professoressa ha capito che significa tirarsi la lingua con le ragazze. Poi mentre quella si gira un attimo, smetto di masticare e veloce come un fulmine appiccico la gomma nei capelli di Cristina. Perché proprio lei? Boh! E perché no? È carina e non fa la lastima. Stavolta qualcuno fa la spia. Giulia, la solita sbira, con quella voce sottile come un friscaletto, mentre gli altri continuano a ridere.
GIULIA: - Professoressa, Cristina ha una gomma tra i capelli. – ah, se avessi una pistola, mi basterebbe anche una scacciacani e bum bum sulla sua fronte, come sul tiro a segno. Allora sì che piangerebbe per un buon motivo, no che fa sempre la lastima, Mi hanno sporcato il libro, uah, mi hanno tirato i capelli, uah. Bum bum. Ti ho sparato un colpo in fronte. Non piangi più, Giulia? La professoressa sta gettando voci già da un pezzo.
PROF: - Sei sempre il solito. Non si può avere un solo minuto di calma con te in classe. Ma è mai possibile che non te ne freghi niente di quello che stiamo facendo. E anche se non te ne frega niente, la licenza te la devi prendere per forza, per accedere a qualunque professione. – e poi mi chiede - Ma cos’è che vuoi fare da grande?
SAVVO: - Lo scippatore. –  le rispondo così senza pensarci, un po’ per farla seccare, un po’ perché non vedo cos’altro potrei fare - Ci pare che voglio stare tutta la vita a lavorare come lei.
PROF: - Sì, ma almeno io non rischio di finire in galera. Faccio un lavoro utile alla società. – la società? E chi minchia è la società? Chi sarebbe? Questi minchioni dei miei compagni? – Rubando prima o poi ti arresteranno e passerai il resto dei tuoi giorni a entrare e uscire di galera.
SAVVO: - Solo i minchioni ci finiscono e io non sono minchione.


... continua

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