La saga di fantascienza Genius ha trovato un editore! Qui di seguito troverete anche i primi capitoli dei tre romanzi.

Che minchione le formiche! è il mio ultimo romanzo, che potrete leggere qui di seguito, pubblicato sul mio blog poche pagine per volta, partendo dal post intitolato I miei romanzi e proseguendo in sequenza progressiva con i vari capitoli e le loro parti (es.: Che minchione le formiche! I-2p, I-3p...).

Buona lettura!

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venerdì 23 luglio 2010

Che minchione le formiche! - III - 21p

[continua dal post precedente]

Atto II - 23 dicembre: ... casca il mondo...
-2 (in Sicilia, periferia di Catania)

Un grigio pianoro invernale immerso nella nebbia più fitta: tutto alita di morte, i suoni assorbiti dalla coltre brumosa come anche i fantasmi di aridi stecchi che si intravedono quando già vi lacerano le carni al passaggio. Ovvero l’abbacinante riverbero solare contro gialle dune sabbiose, mentre il tremolio dell’aria soffocante, lontano, evoca miraggi liquescenti; neanche un alito di vento modifica quelle colline disertate persino da scorpioni e vipere cornute. O infine, l’interminabile distesa artica nel cui gelido biancore si animano solo le glauche riflessioni sovrastanti; ghiacci e ancora ghiacci che immobilizzano l’esistenza in silenzi siderali, senza echi, sibili, tonfi.
Qualunque creatura sensibile davanti a tali scenari si sente attanagliata da un profondo senso di solitudine per la desolazione che lo circonda, un orrore ineffabile e titanico che induce cupe riflessioni sulla finitezza e piccolezza dell’essere. DIO, PERCHÉ MI HAI FATTO NATO? Perché esistere, se tutto intorno a me è una valle di lacrime? Domande sul fato crudele o sulla beffarda casualità del creato si intrecciano inestricabilmente a rivelare solo un unico lacerante sentimento: io soffro.
Se riuscite a immaginare tutto questo, sarete comunque ancora lontani dal comprendere il mio senso di smarrimento di quella mattinata in compagnia dei pensieri di Savvo. Dopo averlo visto entrare a scuola, ho temuto che fosse morto tanto assoluta era la sua quiete cerebrale.
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(encefalogramma di Savvo fino alle h 10:10)
Il risveglio dalla sua letargia coincide con la campanella della ricreazione ed è un tutt’uno con il richiamo ormonale.
Infatti, si registra: - Minchia che sangue che mi fa Samantha! E quando l’insulto ci piace, fa la parte che si arrabbia, ma lo vedo che ci piace, perché non si allontana. Si volta, ma resta lì ferma. Tra un poco mi ci fidanzo di sicuro. Ma non la devo calcolare troppo sennunca penza che ce l’ha solo lei… e poi che figura ci faccio se me ne resto in classe come tutti questi babbi di minchia che hanno paura della professoressa?Ah, c’è quel mio compagno ripetente in prima che è della famiglia Alessi: un tipo sperto. Ce lo devo domandare a mio cucino Pippo se ci possiamo inzegnare noi qualche cosa della vita. – come sei ingenuo, Savvo, ti pare che gli Alessi stiano aspettando i Cosentino per dare qualche lezione tecnico-pratica ai loro ragazzi! - Era in succursale prima, poi lì ha buttato a terra una professoressa e lo hanno messo in centrale. Così, ci pare al preside che è più facile controllarci, ma noi ci mettiamo assieme un paro di amici e facciamo quello che vogliamo lo stesso. Oh, ma che c’hanno tutti da ridere’sti picciriddi? E Alessi è diventato più rosso di un peperone. Come, come? Gianluca ha controllato nel registro e Alessi non ha tredici anni, ma undici. È stato sbentato. – ride per alcuni minuti – Che faccia che ha fatto Desi quando ce l’ho detto! Lei che penzava di essersi fidanzata con uno più grande, mentre Alessi era più piccolo di lei. Minchia, la ricreazione è finita e ora chi c’è? Ah bello, inglese, sono un mostro in inglese, la professoressa mi ha messo buono la volta scorsa perché io ci studio sempre con lei. È troppo simpatica ’sta professoressa e poi c’ha due zinne… beato suo marito!
Vi risparmio l’intera ora di tombola in inglese con tutte quelle faccette felici e soddisfatte e soprattutto i saluti finali (perché oggi c’è mezz’orario in quanto antivigilia) farciti di auguri di natale, di buoni propositi per l’anno nuovo, baci, abbracci e dolcissimi sentimenti di compassione e amore per il prossimo, perché mi sale la nausea a solo ripensarci e perché, se durassero più di qualche minuto, potrei dirGli fin da subito: “Va be’, mi arrendo, troviamo una mediata transazione allo scioglimento del nostro contratto”.
Eppure stavolta si stanno prolungando, eccome, lungo tutta la strada di ritorno a casa, con Savvo che tiene per mano Piagnisteo – che non strepita, né urla e nemmeno piange! Si limita a trotterellare al fianco dei fratelli, il piccolo moccioso impertinente – e non picchia neanche una sola miserabile volta A ’ngrasciata. Si limita, è vero, solo a ripercorrere le tappe prossime future della sua conquista di Samantha e a ipotizzare vagamente di mettere la testa a posto per lo studio, senza che in ciò sia ravvisabile una folgorazione sulla via di Damasco – come paragonare la luce di una candela a quella di un faretto da tremila watt -, ma, sarà che il tempo si assottiglia e subisco sempre un po’ d’ansia da prestazione, sento crescere l’inquietudine.

... continua

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