La saga di fantascienza Genius ha trovato un editore! Qui di seguito troverete anche i primi capitoli dei tre romanzi.

Che minchione le formiche! è il mio ultimo romanzo, che potrete leggere qui di seguito, pubblicato sul mio blog poche pagine per volta, partendo dal post intitolato I miei romanzi e proseguendo in sequenza progressiva con i vari capitoli e le loro parti (es.: Che minchione le formiche! I-2p, I-3p...).

Buona lettura!

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domenica 18 luglio 2010

Che minchione le formiche! - III - 16p

[continua da post precedente]

La felicità è una vaschetta da 450 g di Carte d’Or al bacio per quattro bulimici: deliziosa, ma finisce subito. Non ho neanche avuto il tempo di assaporarne il gusto dolcissimo che già sento in bocca il reflusso gastroesofageo di questo spregevole umano, mentre le tempie mi cominciano a martellare a un ritmo frenetico. È mai possibile che gli impulsi elettromagnetici emozionali debbano portarsi dietro tali e tante reazioni corporee?
Savvo non ce l’ha fatta, ha avuto paura. I suoi compagni sono andati via – è stato lui a dire di non aspettarlo -, mentre lui è qui davanti a me con la coda tra le gambe che cerca di trovare le parole più adatte, ma io ho già sentito tutti i suoi pensieri da un pezzo.
- Vuoi dirmi che qualcosa è andato storto, non è vero?
Muove un sassolino con un piede continuando a fissarlo, testa china: - Non è per questo… la giornata l’ho fatta, i soldi li hai visti…
- Ed è andata bene, anzi che dico bene, benissimo è andata. Hai fatto più di tutti gli altri messi assieme. Certo le pensioni non sono come le borsette… ma il merito resta comunque tuo. E allora cosa c’è?
- È che all’ultimo, davanti a una gioielleria, sai quella all’angolo con via…
- Sì, sì. – e con la mano gli faccio cenno di arrivare al punto.
- C’era un cristiano che io non lo avevo visto di faccia quando era entrato, perché guardava la vetrina. Allora con Iaffio abbiamo aspettato che usciva. Fermi al marciapiede di fronte facevamo finta di giocare col cellulare. C’aveva in mano un regalo, ma la faccia non si vedeva ancora perché mentre che usciva salutava il gioielliere. Allora io ci dico a Iaffio: “Metti in moto e traversa che quel cristiano sta uscendo.” Io poi ce l’ho preso il pacchetto dalle mani, ma mentre che glielo prendevo l’ho visto nella faccia… e quello nella mia.
- Ed era uno che conoscevi.
Fa di sì con la testa: - Un professore, uno di fisica – che ovviamente significa “educazione fisica”, altrimenti rischieremmo di credere Savvo un appassionato di scienze -, uno di quelli simpatici che mi aveva messo pure distinto l’anno scorso.
- Potevi far finta che era uno sghezzo!
- C’ho penzato dopo, ma non lo so se funzionava… però mentre che scappavamo ho lasciato cadere il pacchetto così fosse non mi addenunzia.
- Ma allora – mi agito furibondo sentendomi diventare paonazzo – sei proprio un minchione! Cosa te ne frega se ti addenunzia? Pe’ prima cosa – gesticolo con tutto il corpo facendo una pantomima esagerata del siciliano medio – puoi raccontare agli sbiri che stavi sghezzando; appoi, se non ti credono, seccome non c’hai nemmeno i quattordici, ti possono solo fare una segnalazione ai sivvizi sociali. Che quelli tanto li conosci già: ci sono due femmine sole (che si cacano pure addosso) pe’ tre quartieri. Il tempo che arriva il tuo turno sono passati tre mesi, stanno cinque minuti, scrivono un modulo, lo fanno firmare a tua matri e se ne vanno.
Sempre guardandosi le scarpe: - Sì, questo lo so. Ci sono già venute a casa mia una para di volte, pe’ colpa di Pino – il fratello minore, Piagnisteo – che fa il pazzo a scuola e c’hanno detto a mia mamma che glielo toglievano, se continuava così, ma a quella ci fanno un favore se glielo tolgono che dorme tutta la matina… io, però, i quattordici li faccio il mese che viene…
- E non la vuoi fatta una festa grande che ti chiamiamo a Gianni Celeste, Nino Fiore, Gianni Sacco e Gigi Finizio? – una pletora di illustri sconosciuti del neomelodico napoletano - Lo sai che ci rispettano tutti e che se glielo chiede tuo cugino – e indico me stesso con un’espressione di “modestia a parte” – ti cantano pure in coro tanti auguri!
Sento che la proposta lo alletta, tuttavia senza convincerlo del tutto. È più forte la paura al momento, anche se non sarebbe disposto ad ammetterlo. E Io, la Prima Creatura senziente, l’unica vera espressione di Colui che move il sole e l’altre stelle, devo lasciarlo andare. Così fingo tranquillità e uso la psicologia inversa, destinando a domani il contrattacco.
- Comunque, non sei obbligato a decidere entro stasera. – gli do una pacca sulla spalla trattenendomi a stento dallo strozzarlo, mentre la faccia sorridente di quel deficiente di Oreste mi sussurra “che ti avevo detto sul cantare vittoria troppo presto?” - Penzaci con calma. Tu lo sai qual è la differenza tra un minchione e uno della famiglia, non c’è bisogno che te lo dico io!

... continua

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