La saga di fantascienza Genius ha trovato un editore! Qui di seguito troverete anche i primi capitoli dei tre romanzi.

Che minchione le formiche! è il mio ultimo romanzo, che potrete leggere qui di seguito, pubblicato sul mio blog poche pagine per volta, partendo dal post intitolato I miei romanzi e proseguendo in sequenza progressiva con i vari capitoli e le loro parti (es.: Che minchione le formiche! I-2p, I-3p...).

Buona lettura!

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mercoledì 26 maggio 2010

Che minchione le formiche! II-9p

[continua dal post precedente]

A quel punto mi fu tutto chiaro. Dopo il divertimento più sfrenato era l’ora dei mea culpa e cercava in me il solito avallo che lo risollevasse dal senso di inadeguatezza che, mi aveva confessato una volta, lo coglieva di fronte alle enormi aspettative riposte dagli umani su di Lui.
Giocai il mio ruolo: - Ognuno è quel che è e non può cambiare la sua natura, solo per piacere agli altri.
- Mi è dispiaciuto per lui…
- Lo so.
- Davvero…
- Certo ti credo.
- No, non è così per dire…
- D’accordo.
- Mi è capitato altre volte di mentire in proposito, ma stavolta è diverso…
- Non lo metto in dubbio.
- D’altronde gli ho riservato un ruolo di prim’ordine nella Storia…
- Esatto, tanto basta.
- È stato oggetto di mia diretta attenzione…
- Cosa si può chiedere di meglio?
- Era un grande capo carismatico…
- Il più grande.
- Gli ho voluto bene…
- Già, che fortuna!
- Oltre tutto, prima o poi muoiono lo stesso…
- Certo, tanto vale togliersi il pensiero subito.
- E anche quando avessi sbagliato, non sono l’unico ad avere delle colpe…
- “Chi è senza peccato scagli la prima pietra”.
- Non è divertente, Belzebù.
- Cosa, “Nostro Signore”?
- Quello che stai facendo.
- “Perdonami perché non so quello che faccio”.
- Tagliala!
- Cosa, “Padre mio che sei nei cieli e di cui sia santificato il tuo nome e venga il tuo regno”?
- Non mi va, lo sai bene.
- Che sia santificato il tuo nome o che venga il tuo regno?
- Che lo citi.
- Bastava dirlo.
- E poi avevamo dei progetti per lui…
Sinceramente il volermi coinvolgere a quel punto mi dava la nausea, così ripetei: - Avevamo?
- So che sono stato Io a ordinarti di ucciderlo…
- Ecco ora hai detto bene.
- Ma, d’altro canto, non volevi anche tu milioni di proseliti per Me?
- Stai rigirando la frittata.
- Comunque sia, occorreva un martire per dare più seguito alle sue parole.
- Non per contraddirti, però me l’hai detto tempo addietro tu stesso che tra seicento anni verrà fuori un certo Maometto… – fece una smorfia come se cadesse dalle nuvole – Non preoccuparti, te la rinfresco io la memoria. Sai quell’arabo della Mecca, dove inizia a predicare, a cui i mercanti vorrebbero fare il culo, ma senza successo, che fonda un nuovo credo religioso in Te, chiamandoti Allah, dicendo che lui e il Nazareno sono i tuoi profeti, che nel frattempo unifica le tribù della penisola arabica, gettando le basi per il grande Impero dell’Islam?
- Aaaaaaaaaaah, lui! Stai parlando di quel Maometto. Perché a quell’epoca sarà un nome tra i più comuni…
- Già, proprio quel Maometto, che morirà ricco e capo di una nazione a sessantadue anni (che è un’età più che invidiabile per i tempi che correranno). Ergo, “per dare più seguito alle sue parole” non doveva necessariamente finire la sua vita a trentatre anni e in croce.
- Quella è tutta un’altra storia e tutt’un altro personaggio. – mi diede un’occhiata che significava “cosa ne vuoi sapere tu, sconsiderato impertinente che non sei altro?” – Il Nazareno non aveva la stessa stoffa di condottiero. Diciamocelo: era un perdente.
- Ma se poco prima hai detto che era un “capo carismatico”! Come si fa ad essere capo carismatico e perdente al contempo? – ero su tutte le furie; l’idea che dovesse vincere sempre e solo perché Lui era Chi era mi maciullava gli ammennicoli.
- Eppure è la pura verità. Se fosse rimasto in vita, lui non avrebbe guidato il popolo da Me eletto fino alla creazione di una nazione ebraica grande e forte…
- Ma non è affatto vero che tu lo abbia eletto ad alcunché.
- Sì, però era quello che la gente pensava e, nonostante ciò, non si sarebbe messo a capo di nessun esercito…
- Beh, se non altro, era coerente, lui!
- Fai meno il sarcastico. Quello che sto cercando di spiegarti è che alla lunga tutti quei seguaci che aveva intorno gli avrebbero chiesto di passare ai fatti e lui li avrebbe delusi con quella sua tiritera dell’Amore e del porgere l’altra guancia. Ecco perché l’ho dovuto sacrificare: gli ho offerto una fine degna di un eroe.
Non potei che trarne una sonora lezione di saggezza e di umiltà su quelli che vengono comunemente definiti gli imperscrutabili disegni divini.

... continua

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