La saga di fantascienza Genius ha trovato un editore! Qui di seguito troverete anche i primi capitoli dei tre romanzi.

Che minchione le formiche! è il mio ultimo romanzo, che potrete leggere qui di seguito, pubblicato sul mio blog poche pagine per volta, partendo dal post intitolato I miei romanzi e proseguendo in sequenza progressiva con i vari capitoli e le loro parti (es.: Che minchione le formiche! I-2p, I-3p...).

Buona lettura!

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lunedì 31 maggio 2010

Che minchione le formiche! II-13p

[continua dal post precedente]

- Fate un bell’applauso. – invita il gatto, dando per primo l’esempio con le sue zampette; quando finalmente il pubblico si è unito e lo scroscio è cessato  – Vi rivelerò, senza tema di smentite, che LICANTRO è un ragazzo fuori dal comune. Possiede un puntiglio che solo pochi hanno dimostrato così precocemente. Come chiamarla? Voglia di sapere, di andare al dettaglio. Pensate che ha trascorso sette anni alle elementari e due in prima media, candidandosi per un terzo anno di approfondimento. È anche un ragazzo esuberante, come dire, brioso. Qualcuno potrebbe definirlo un bruto, solo perché ha picchiato una maestra e un compagno in quinta elementare durante una lezione. – gli dà una pacca sulle spalle condiscendente – Ma sarebbe un giudizio affrettato perché questo bel faccione, maoo – i cuscinetti con gli artigli a riposo piantati sotto il mento del fanciullo per mostrarlo alla platea -, pago della punizione costatagli la bocciatura, adesso quando ha da menare qualcuno dei suoi conoscenti lo fa rigorosamente lontano dalla scuola. Di’ a tutti, tesoooro – miagola mellifluo -, perché hai queste reazioni, su non essere timido, maoo.
- Mi prendono sempre in giro. – mugugna laconico.
- Volendo fare l’avvocato del diavolo, qualcuno potrebbe sostenere che sei un po’ irascibile, che talvolta non cogli lo spirito bonario dello scherzo e che tal’altra non ne sei neppure tu il bersaglio.
- Ah, che hai detto? Mi stai prendendo in giro anche tu, non è vero?
- No, ti sbagli, non era mia intenzione, è tutto un equivoco, maoo… - precisa, ma troppo tardi.
LICANTRO si è fatto paonazzo in viso e comincia a ringhiare ferocemente, mentre il gattone scende patte a terra e arcua la schiena in posizione di attacco, emettendo dei sibili e fruscii poco rassicuranti. Il ragazzo inaspettatamente fa lo stesso e gli balza addosso atterrandogli sulla schiena. Tra ringhi e abbai rotolano dietro le quinte, in mezzo alle risate del pubblico e agli applausi fragorosi.
N.B.: suo padre, non essendo né minorato fisico né mentale, non fa il posteggiatore, ma si è imparentato con una della famiglia Arena e questo gli ha garantito ugualmente l’accesso ad una professione rispettata. Attualmente è in aspettativa (una sorta di anno sabatico, in cui gli Arena mantengono la sua famiglia con una pensione, frutto di collette mensili, più o meno volontariamente versate, da parte dei commercianti di Catania) in una struttura statale, vitto e alloggio gratuiti, anche se quest’ultimo (nove metri quadrati condivisi con altri due ospiti) lo lascia un po’ a desiderare.


- Ed è per questo motivo – sta dicendo Oreste – che bisogna comportarsi bene, perché qualunque azione produce una reazione e se abbiamo fatto del male, qualcuno proverà a farcela pagare e ne piangeremo le conseguenze.
Sarà partito dalla parabola del “buon seminatore” per arrivare a questa conclusione? Comunque sia, Savvo non l’ha trovata poi così edificante.
Infatti sta pensando: - Sì, lo voglio proprio vedere questo qualcuno che prova a farmela pagare che gli spacco le corna.
- In ogni caso – continua il mio angioletto -, non mi voglio dilungare oltre e dato che oggi vi siete comportati tutti bene, vi do il pallone per giocare fuori.
Segue un sonoro applauso, mentre il falso prete ripiega per una porta sulla destra verso la canonica. La gotta incipiente gli conferisce una goffa andatura a metà strada tra il claudicante e l’orso bruno, tanto che Iancelo non può fare a meno di additarlo alle spalle con un “taliáti” di scherno.
Savvo, non appena vede scomparire l’anziana figura dalla porta, si lancia contro il compagno con tale impeto che quello si copre la faccia con le braccia: - Talía, si spaventa. – e ride, venendo imitato dagli altri.
- Non mi sono spaventato. – cerca di difendersi Iancelo, inutilmente.
- Hai fatto così – e mima il suo movimento di schermo -, ti sei spaventato. – e ride ancora, poi quando quello sta per aprire nuovamente bocca trasforma il suo volto in una maschera di serietà e cattiveria – E hai fatto bene, perché, se rifai di nuovo il bestia che sei, ti ammazzo a botte, hai capito? Hai capito o no che se non ci comportiamo bene patri Basilio non ce lo dà il pallone? E se non ce lo dà per colpa tua, io ti ammazzo a botte. – un po’ ridondante e scevra di varianti lessicali, ma indubbiamente la sua retorica atticista, che si potrebbe definire francescana per la sua semplicità, si mostra immediatamente efficace.
Non posso fare a meno di pensare che un incarico con questo soggetto per me sarà un gioco da ragazzi. Che Chi so io si stia rincoglionendo o sto sottovalutando qualche elemento di analisi? Ritornerei già al presente partendo dalla prima ipotesi, ma per non peccare di tracotanza mi concedo ancora uno sguardo.

... continua

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