La saga di fantascienza Genius ha trovato un editore! Qui di seguito troverete anche i primi capitoli dei tre romanzi.

Che minchione le formiche! è il mio ultimo romanzo, che potrete leggere qui di seguito, pubblicato sul mio blog poche pagine per volta, partendo dal post intitolato I miei romanzi e proseguendo in sequenza progressiva con i vari capitoli e le loro parti (es.: Che minchione le formiche! I-2p, I-3p...).

Buona lettura!

Genius_01

Genius_01
Genius_01 - ebook in vendita su Simplicissimus.it

venerdì 28 maggio 2010

Che minchione le formiche! II-11p

[continua dal post precedente]

Schiocco le dita e vedo comparirmi in mano una splendida rosa rossa a gambo lungo in pieno sboccio, che le porgo con un movimento secco del polso come un ballerino di tango. Lei sorride istericamente, stupefatta di quanto le sta accadendo, finché la mia destra le ruota a un palmo dal corpo lentamente per poi richiudersi di scatto, provocando la comparsa sulla puledra di un abito da tanguera più adatto alla serata che l’attende. Chiffon rosso fuoco con una setosa sottoveste nera che si intravede dallo spacco profondo fino all’anca; i suoi voluminosi capelli castani, divenuti improvvisamente corvini e raccolti a chignon, le vengono da me decorati con la rosa regalatale; i suoi banali tacchi a spillo sono sostituiti da più larghi e passionali.
Tutt’intorno il teatro si è trasformato in una monumentale sala da ballo: il pavimento di lucido marmo, le pareti immerse nella più profonda oscurità e un fascio di luce sopra noi due soli miracolosamente proveniente dal nulla che ci sovrasta.
Una musica caliente ci travolge e, come da essa sospinto, l’afferro dalla vita mentre le nostre gambe si irrigidiscono e si intrecciano in sincopati movimenti da milonga, i nostri busti si fronteggiano e inizia una breve schermaglia di desiderio e diniego, in cui i nostri volti si evitano, ma i nostri sguardi si cercano. Quando el su ritmo sta per concludersi la costringo ad un intenso casquet.
Ancora con il fiato in gola la giornalista mi guarda stordita come al risveglio da un sogno. Tutto è tornato alla normalità: siamo nel foyer di un teatro e i suoi colleghi sono in un imbarazzato silenzio, vedendola paonazza in volto, una mano su un seno, l’altra sulla passera, concludere la sua pratica onanistica.
- Ha colto adesso lo spirito della commedia? – le dico sorridendole e lasciandola sprofondare nella vergogna.

Sono sicuro che in questa verde frontiera tra il danzare e l’amare vi sarete lasciati sfuggire l’intera valenza di “posteggiatore”. Ma sì che l’avete letto, poco più in alto, durante la presentazione di Nino. Trovato? In pochi secondi: normodotati. Dai trenta secondi a un minuto: lievemente ritardati. Oltre il minuto: n..o..n p..r..e..o..c..c..u..p..a..t..e..v..i, c’..è d..i p..e..g..g..i..o n..e..l..l..a v..i..t..a. Un piccolo chiarimento in proposito è d’obbligo.

Qui chiamano così degli uomini con un titolo di studio che oscilla tra la quinta elementare e una licenza media “creativa” (assegnata cioè perché “creavano” amletici dubbi sui loro neuroni), con capacità professionali quali l’utilizzo di un fischietto, la gestione di una semplice contabilità (prelievo di denaro con possibile reso) e di una geometria dei mobili (i problemi che si pongono sono di solito: avendo uno spazio di x metri lineari e/o quadrati con una capienza di y macchine e motorini, quante seconde e terze file di posteggio posso creare senza che la polizia intervenga?) e con virtù morali come l’assoluta dedizione alle loro autorità, una certa forza di persuasione nel far rispettare le loro norme e il desiderio di vendetta nel caso in cui il punto precedente fosse inefficace. Il valore, però, maggiore di questi uomini deriva dal senso di unità delle loro famiglie, a cui devono (proprio per le loro spiccate e provate competenze) l’assegnazione di una fetta del suolo pubblico, che come dice la stessa parola “è di tutti”, quindi perché non loro, visto che ne reclamano a gran voce il possesso? E se quel terreno è loro, ne consegue che tutti gli altri debbano pagare un piccolo obolo per sostarvi. Una logica stringente.

... continua

Nessun commento:

Posta un commento