La saga di fantascienza Genius ha trovato un editore! Qui di seguito troverete anche i primi capitoli dei tre romanzi.

Che minchione le formiche! è il mio ultimo romanzo, che potrete leggere qui di seguito, pubblicato sul mio blog poche pagine per volta, partendo dal post intitolato I miei romanzi e proseguendo in sequenza progressiva con i vari capitoli e le loro parti (es.: Che minchione le formiche! I-2p, I-3p...).

Buona lettura!

Genius_01

Genius_01
Genius_01 - ebook in vendita su Simplicissimus.it

giovedì 6 maggio 2010

Che minchione le formiche! I-4p

[continua dal post precedente]

Ci avviciniamo a Mimì Caputo in persona, che gestisce la sua attività da tre generazioni, trentadue anni, sposato da quindici con Concetta di ventisette. Novanta chili di bellezza palermitana, colta al compimento dei dodici anni, quando ne pesava ancora cinquanta, prima cioè che le sue cinque gravidanze l’arricchissero di adipe e cambiali. Il buon Mimì, allora, padre e marito responsabile ha tentato la strada del bisinisse - ha parenti in America e lì li chiamano così gli affari -, affiliandosi alla Camorra e facendo accettare il proprio trasferimento nella centralissima via S. Gregorio Armeno. Da quel momento le sue vendite sono salite alle stelle e anche i suoi prezzi. D’altronde, come dargli torto? Sei bocche da sfamare a casa, più le tasse, più la percentuale del clan Contini. Comunque non si può lamentare, soprattutto da quando i suoi clienti hanno cominciato a chiedergli di essere messi nel presepe.
- Bella signora, solo un attimo e sono da lei. – dice rivolgendosi a una Maria-Elena così sorridente da illuminare quanto le sta intorno, mentre conclude le ultime trattative con un precedente visitatore – Eccomi, in cosa posso favorirla? – non ha occhi che per lei e non può fare a meno di pensare a come io sia fortunato e ai novanta chili della sua Concettina.
- Aspetterebbe invano una risposta da lei. – intervengo io – Purtroppo la mia signora non ha il dono della parola. – Mimì non riesce a nascondere la sua crescente invidia alla mia rivelazione ed io sorrido condiscendente – Le svelerò io i suoi più nascosti segreti. – gli sussurro all’orecchio ammiccante, poi dalla mia mente alla sua – La signora vuole una Madonna col suo volto  e un bambino con il mio… 
- No, non può essere. – farfuglia Mimì.
- Mi stai sfidando? – gli comunico ancora col pensiero, mentre il mio viso subisce una metamorfosi a suo solo uso e consumo. La pelle si arrossa e si ispessisce, due lunghe corna si fanno strada tra i capelli corvini di lana caprina e la lingua mi diventa nero pece.
- Oh Gesù! – invoca lui, segnandosi.
- Non precisamente. – gli rispondo ridendo.
- Tutto bene, papà? – gli chiede il suo primogenito, vedendolo impallidire, dopo essersi avvicinato.
- E ora rassicuralo, se non vuoi che mi mostri anche a lui… non sai quanto sarebbe noioso per me.
- Bene, bene, ma ora, jamme, o papà, torna  a servire i clienti, che io qua c’ho un affare da sbrigare.
Allontanatosi il ragazzo: - Bravo, Mimì. – e gli do un buffetto sulla guancia – Sei un bravo guaglione e poi non avrai a pentirtene. Guarda sotto il bancone – quello esegue con circospezione -, c’è una valigetta. Dentro ci sono cinquantamila euro. Bastano per questo lavoro, non è vero? – “sì” fa lui con la testa ed è già meno spaventato – Passerò a prendere il presepe la prossima settimana. Sarà pronto? – scuote di nuovo la testa affermativamente e io so che è vero.
Già per la strada Maria-Elena mi guarda incupita. Lo so che non se li meritava affatto cinquantamila euro… e, infatti, non glieli ho dati. Come sarebbe? Non appena avrò ritirato la nostra scultura, di quel denaro non sarà rimasta che carta straccia. Sì, proprio un bel tiro, anche perché Mimì con quel gruzzoletto deciderà di pagarci in un’unica soluzione l’emissario dei Contini che, non appena si accorgerà del reale contenuto della valigia, la restituirà al mittente carica di tritolo.
Continuiamo a camminare abbracciati, diretti alle pizzerie di via dei Tribunali (ripercorrendo le orme di quello sfigato di Bill, perché solo uno sfigato può farsi fare tre pompini in vita sua e vederne uno di questi schiaffato in prima pagina su tutti i giornali della Terra), mentre io canticchio: - Gonfialo e dopo pungilo. E lui fa bum, bum, bum, bum, bum, bum, bum…

fine primo capitolo... continua

Nessun commento:

Posta un commento