La saga di fantascienza Genius ha trovato un editore! Qui di seguito troverete anche i primi capitoli dei tre romanzi.

Che minchione le formiche! è il mio ultimo romanzo, che potrete leggere qui di seguito, pubblicato sul mio blog poche pagine per volta, partendo dal post intitolato I miei romanzi e proseguendo in sequenza progressiva con i vari capitoli e le loro parti (es.: Che minchione le formiche! I-2p, I-3p...).

Buona lettura!

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martedì 4 maggio 2010

Che minchione le formiche! I-3p

[continua dal post precedente]

Non ridere, Maria-Elena, non ridere, sono anch’io capace di emozionarmi. In fondo l’idea del figlio di Dio e dell’amore tra tutti gli uomini erano state tutte farina del suo sacco. Veri colpi di genio. Che creatività, che fervida immaginazione!

Comunque sia, divago e ti faccio perdere questo grazioso mercatino. Non è così che lo definisci? Un grazioso mercatino. Tutto quello che guardano i tuoi occhi diventa grazioso per me. Tutto questo festival del legno, chiazzato di rosso e verde, lo è nelle tue mani. Naturalmente non pretendere di trovare nessun made in Sweden, perché le mani degli occidentali non hanno più i calli sufficienti per questi intagli. Questo cavallino che ti sta porgendo la gentile biondina ad esempio è stato scolpito a Pechino da Liu-mei, femmina, anni sessantotto, due figli, di cui uno fatto dichiarare alla sorella, sterile, e dipinto da Junshio, maschio, anni sette, aspettativa di vita altri quarantacinque, se riuscirà a superare l’influenza di quest’inverno.
- Are you interested, sir? – mi si rivolge la bionda venditrice con un ammiccante sguardo grigio.
Devo essere il suo tipo. Ho fatto centro: le fattezze arabe fanno strage di cuori qui al Nord.
- Sure, miss Katarina. – poi, sorprendendola proseguo nella sua lingua – E desidero ripagare le sue attenzioni e quell’oggetto che la mia bella vorrebbe possedere con la rivelazione del suo futuro.
- Come fa a sapere il mio nome?
- So questo e molto altro, mia cara. So che tua madre si chiama Inge e tuo padre Mattias, originario della Danimarca. Che hai deciso di interrompere gli studi per un anno sabatico, in cui girerai il mondo, prima la Francia e poi l’Italia. Lì incontrerai Luigi, l’uomo dei tuoi sogni (perché non avresti dovuto? Ce ne sono a migliaia che corrispondono al tuo ideale e tu sei l’ideale per tutti loro): una figlia e poi lui ti dirà che si è stancato della tua cucina da forno a microonde, del disordine della vostra casa, di te che brontoli sempre che lui non c’è mai. Per allora ti avrà già tradita, ma passerà ancora un anno prima che tu faccia armi e bagagli e riprenda la via del Nord senza una famiglia, una casa, una professione e con una figlia a carico. – le prendo il cavallino dalle mani; credo di essermelo meritato e mi allontano con Maria-Elena sotto braccio, mentre sento Katarina alle nostre spalle diventare pallida e prossima allo svenimento.

In un fiat, come possiamo sia io che Lui – beh, per la precisione, Lui può, io ne ho solo la gentile concessione con revoca ad suum libitum, per rimanere in linguaggio tecnico -, eccoci a Napoli nel famoso Rione Sanità. Botteghe di ceramisti, una di fronte all’altra da buon suk arabeggiante, dove ad essere aspirati sono essenzialmente gli euro dei turisti. Un presepe te ne può costare anche cinquemila. E qui, non c’è trucco e non c’è inganno, signori e signore, ogni opera è interamente lavorata a mano, ricalcando le ambientazioni del settecento napoletano. Perché, però, abitazioni, arti e mestieri del sud Italia di mille e settecento anni posteriori alla nascita del Nazareno debbano essere ritenute “chille ò veramente”, ancora mi sfugge. Anche se, meraviglia delle meraviglie, con una piccola aggiunta monetaria puoi avere anche il tuo volto tra quello dei presenti al santo evento. Ti piacerebbe, Maria-Elena, essere una delle lavandaie o la panettiera? Non ci posso credere. Bada che li leggo i tuoi pensieri. Vorresti dare le tue sembianze alla Madonna e le mie al bambino. Neanch’io avrei potuto pensare a niente di più sacrilego, ma per te questo e altro.

...continua

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